Cera una rosa che maspettava.
Tutta ianca, sinni stava affacciata alla finestra. No niuru che la circondava, pareva ca parrava sulu ammia: "No viri ca sugnu ca?" diceva.
Però non cera astiu, no, na sò dumanna e mancu scantu a farisi viriri in tutta a so biddizza in nda strada deserta, nella notte.
"I paroli veri su muti, fatti sulu picchì i sapi ascutari" pinsai e trasii a casa a inchiri u bicchieri.
A darici acqua, a darimi acqua.
ogni tanto te lo scrivevo.(altrove,secoli fa,altre vite fa)."sembra una danza".☺️qui la danza sta (per me) nel planare nelle parole e darmene il vero senso.Poi.Cercare il vero senso (quello non dei termini,quello quello nell'animo) e comprendere dove vuoi andare a parare con 'a darici acqua,a darimi acqua"...e una cosa che si può fare solo con il cuore.Ed è vero.Bisogna saper ascoltare i silenzi,pure quelli degli sguardi,o delle parole scritte.��BuonAnno.G.L
RispondiEliminaVacanze finite, ma trovarti è un ottimo ritorno :) Buon Anno G.L.
RispondiEliminaIn lingua siciliana? Chista è na vera nuvità.
RispondiEliminaA volte utilizzo un siculo "inventato"
EliminaMah... Inventato? Ammia mi pari originali.
RispondiEliminaDiciamo che è una trascrizione infedele :)
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