Alla radio

Nell'universo parola viaggiamo 

tra nebulose e pianeti e 

canzoni e poesie e

la musica...

la musica diventa un accento 

lasciato lì a riposare,

un equilibrio instabile,

con cui giocare 

sperando che cresca 

o che muoia, 

sperando non faccia male,

che accenda un'altra luce 

fin dove andare.

stagioni

Quello che cerco è questo sole 

che si affaccia gentile a scaldare

prima che sia inverno,

prima che si inizi, invano, a cercare

il luccicare del mare. 

Abbiamo già passato il dolce tepore 

della primavera... i colori, le rose

di maggio e l'estate

è già un ricordo sui corpi nudi, 

sui corpi leggeri a sudare. 

Ora con me una felpa, 

un cappuccio a coprire,

gli occhi, i nostri, e una foto

di chi ha imparato a volare, 

a difendere l'amore,

a lottare.

Di ogni stagione rimane 

un pensiero, il soffio

del ricordare, l'ansia leggera,

il desiderio, mai nascosto,

di restare. 

domenica mattina

Il mare oggi è oro, 

lontano all'orizzonte, e 

ogni cosa ha un sapore di pesca, 

di sogno,

di dolcissima tempesta. 

Mi incanto a guardarti 

come non ti avessi mai vista,

come non conoscessi l'amore. 

Un ragazzino sorride distante...

il caffè, un bacio, 

la mia voglia di stringerti

ridiventa antica, 

presente, 

silenziosa, festa. 

Zarja

Appoi chiovi ca pari ca finisci tuttu 

u munnu sparisci 

e stocchiali avvolunu co ventu 

a fari chiù niura e confusa sta notti 

a fari chiù ranni stu scuntentu. 


Abbiatu no divanu 

addifittatu

comu savissi fattu milli battagghi 

milli lotti 

taddummisci e non taccorgi 

do primu suli carriva

do russu callumina u cielu.


Ti susi cullultime forze

varagghi e non ti pari sincero

du suli ca pigghia ogni cosa

i vuci a luci 

u ciaru cacchiana leggero 

a fariti festa 

a diriti: "Arrusbigghiti, è vero!"

necrologi

Chi muore, 

anche se lo hai conosciuto per poco,

anche se per brevi tratti

ha attraversato il tuo tempo,

ti lascia addosso il suo odore e

ti accorgi che

sono tante di queste piccole morti

a trascinarti verso la vita.

Ognuna di esse ti dice:

"Ecco! Vivila!"

Anche se loro fossero stati stanchi

anche se loro non avessero voluto,

continuano a ripetere: 

"Amala, ama l'amore...

qualunque forma esso prenda,

qualunque universo esso viva"


forse

I ricordi riaffiorano improvvisi...

anche i rondoni si posano su fili d'argento 

a far da spettatori alla mente. 

Forse dovrei solo prenderti la mano, 

portarti, in questo preciso istante,

a fare l'amore,

oppure picchiarti

per assolvere me stesso. 

Forse dovrei solo pescare tra i flutti 

il mio anello d'oro, 

regalartelo, soddisfatto, 

mostrandoti il piccolo foglio azzurro 

in cui l'ho avvolto, 

il cielo 

in cui ti ho nascosto. 

I ricordi riaffiorano, 

ma sono le onde dell'ultimo vento 

ad arrivare, 

a sfiorarci con dita leggere,

a volare. 

Phanes

Lo sconosciuto,

la sconosciuta che ti passa accanto,

vive.

Potrebbe essere una ben strana cosa 

se non fosse che ormai sei abituato,

poco interessato, 

a questo mistero. 

Eppure,

eppure capita di guardare ancora incuriosito,

come da bimbo quando scoprivi 

l'amore, il sogno, il male, 

e allora 

ti chiedi, 

ti domandi. 

Il cuore risponde sincero: 

"Tutt'uno, ecco quello che siamo" 

anche quando la mente rifiuta,

condanna, quell'uno molesto,

quell'uno da dimenticare.

Sempre più breve,

sempre meno presente è però

quel meditare,

veloce il corpo torna, 

si rifiuta di pensare,

indifferente appare a tutto 

se non alla vita,

al desiderio di restare:

"fin quando il cielo"

mormora e ripete, 

"fin quando il cielo,sparendo,

incontrerà il mare". 

a scuola

La risposta è rapida.

"Dove vivi?" domando,

"A casa mia" rispondi.

E in quella risposta,

così netta, così spontanea,

sparisce ogni mio indagare.

Città, regioni, nazioni,

diventano inutili confini 

di un mondo che non ti, ci appartiene,

di un vivere che non chiede altro.

Casa mia.

Nessuna altra sicurezza 

per il suo giovane cuore,

per il mio ora,

casa mia.

"[...] eppure tra i fiori non ce n'è alcuno che sia nero"

Stamani ho discusso di lavoro:

tre mesi senza stipendio, mi diceva,

18 anni di tazzine da lavare,

di gente da servire,

di vaffanculo da ingoiare.

Lui aveva voglia di parlare,

io sorseggiavo il caffè, cercavo

la sigaretta da fumare...

che si ha sempre qualcosa da fare

per non vedere,

per non ascoltare.

Impreparati al mondo

navighiamo senza più lottare,

senza accorgerci, senza pensare

che in questo star soli

è avanzato il male.

Risvegli

Il giorno inizia a danzare 

come fosse dì di festa.  

Nuvole scarmigliate sorridono 

a un giovane, malizioso, sole: 

ogni istante, per loro, un vestito diverso, 

ogni attimo un colore a sfumare. 


Mi perdo in questo cielo e sparisce 

ogni cosa, si dissolve 

ogni mio disperare. 


Cosa mai sarà questa umana vita? 

Cosa il bene?

Cosa il male?