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Il servizio notturno era la gita,

la fuga,

tra il buio dei quartieri 

il silenzio 

la notte, luna e stelle,

i pazzi e gli ubriachi accanto a noi 

pazziubriachi di vita 

di libertà.

"Andiamo più avanti, aspettiamo alla prossima fermata" 

mi dicevi e 

cosa contava perdere quell'ultima corsa 

se poi correvamo a perdifiato

prima di scoppiare a ridere 

prima di vomitare 

prima di bestemmiare 

prima di rimpiangere

prima di oggi.

1 commento:

  1. Non contava perdere quella corsa, capaci di camminare fino a casa, ridendo, litigando, piangendo, urlando, non conoscevamo il rimpianto, ignoravamo oggi.

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