Alfredo ha dimenticato la giacca a casa. È uscito così, con la camicia di mille colori e il sole che promette di scaldarlo. Forse rientrerà tardi oggi, forse la sua passeggiata sarà più lunga del solito. La meta, però, è sempre la stessa: la panchina sotto il grande albero nel parco.
Sulla strada da un'occhiata rapida alle civette dell'ultima edicola rimasta nel quartiere: un incidente; un massacro; una guerra che si avvicina.
Alfredo ripensa ai racconti della sua famiglia, alle loro fughe da sfollati, alla borsa nera, ai lavori improvvisati e scuote la testa e si rattrista e quel sole non riesce più a scaldarlo e quella luce non gli mette più allegria.
Quando raggiunge la panchina è come se avesse perso le forze. Una madre, poco lontano, ride giocando con il suo bambino, l'albero si è riempito di gemme e un tiepido vento gli accarezza il viso.
Alfredo alza gli occhi verso il cielo, poi li chiude per proteggerli, per proteggersi.
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