A Parigi la metropolitana divora una stella - 7 -


Assittati tutte e cinque a tavola pari una bella comitiva. Una di quelle delle pubblicità.
Celestina è ancora attaccata a Iano che quello purazzo fatica macari a mangiari ma nel mentre ne approfitta che ci pisa i minni lì davanti a tutti. Isauro e seduto a capotavola e vicino ciavi a Grazia e poi cè Margherita.
Le due ragazze quando sono tornate ci hanno fatto mille domande ma lui non è che le ha capite tutte. Però ci piaciu quellargento vivo. Quella spensieratezza.
Tutti insieme hanno deciso per una pizza e ora se la stanno mangiando continuando a parrari di Francia. Di Parigi. Di viaggi.
La casa è di Iano che prima era di sua nonna e la zona non è lontana da dove Margherita cià abbiato un vaso di basilicò nella testa a Isauro. Laveva visto subito i movimenti di quel caruso e lei per giunta le conosceva bene quelle strade. Non era stato difficile capire unni vuleva scappare. A portarlo a casa però erano stati Iano e Celestina.
"E tu? Tu cillai a carusa?"
Grazia lo talia girando i capelli con le dita comu i picciriddi. Cià un accento strano che fa arririri a sentirlo.
"Iu? No! No. Insomma. Cè uno"
"Uno?" ora è Margherita a chiedere.
Fino a quel momento era stata la più silenziosa che forse si sentiva in colpa.
"Uno sì!"
"E allora? Chiffai? Insomma sulu scippi?"
Celestina aveva cercato di cangiari discorso ma forse non è che aveva fatto bene perchè Isauro addivintau tutto serio e si misi a mangiari senza chù riri nenti.
"Allora domani che si fa?"
Questa volta era stato Iano a riprendere le discussioni.
"Andiamo a mare?" propone.
"No no. I boschi i boschi" Grazia è una picciridda anche quando parla. La vuccuzza a cucchiareddo che sembra scoppiare a piangere da un momento allaltro e poi invece una risata come a quella di una criatura portata al lunaparchi.
"Ma sono due giorni che non facciamo un bagno"
"E allora? Ne abbiamo di tempo"
Isauro aveva alzato gli occhi e sera tracannato una bottiglia intera di birra dalla bottiglia poi laveva posata aruttannu come a un porco.
"Salute!" ci scappa di dire a Grazia e tutti ci veni lallegria. Anche a Isauro.
"Ammia penso che mi piaciunu i masculi. Insomma io me li sogno e ci futtu macari e però non lo so come sunu i fimmini che non mi è mai capitato e poi no non travagghiu e campu u stissu ca cè me o mà e qualche soldo uccapitu poi in qualche modo"
"Certo nelle borse degli altri" ci dice con un  sorriso Margherita.
"E io che ne potevo sapere che era vostra! Non vi canusceva ancora e ora certo ora passassi o rittu e insomma spuntò accussi e poi arrivau la punizione macari"
La birra cià fatto bene che lui macari che fa u ranni non cè abituato e poi a farici veniri la parola cè una mano sutta a tavola ca cialliscia u cavaddu. Deve essere Grazia pensa. Macari che la carusa fa finta di nenti perchè dellaltro lato del tavolo Celestina sta manciannu di gusto e poi cè Iano.
"Senti chiffai ci vieni domani?" Grazia u talia na locchi mentre chiede.
"Dove?"
"Na muntagna"
"Ma Grazia non abbiamo ancora deciso!" Diciunu quasi in coro gli altri.
"Andiamo lì invece. Ho bisogno di fresco. E di ombra. E poi anche Isauro ci voli veniri. Non è vero Isa?"
"Isa?" ci risponde quello tannicchia nsavanutu.
"Sì! Non è vero che ci vuoi venire anche tu?"
"Sì. Insomma sì"
I carusi continuano a organizzarsi mentre Isauro li talia che non lo sa bene come comportarsi che non cè abituato. Quanno sarritira  a casa che non ne ha voluto passaggi con la machina tenta di fare ordine a quelle strane giornate. Cè successo di tutto quasi. Ma poi ci rinuncia che la birra ancora ci furia nella testa è ha solo voglia di farisi puttari dal vento. Di seguire qualche stella. Di non pinsari a nenti e pisciari.  

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