S.Sebastiano





Cara Mamma sono il tuo figlio Franco che ti scrivo da questa città dove sono arrivato la simana scorsa. Perdonami che non lho fatto prima che solo ora lho potuto fare e spero che arriverà presto a casa questo mio pensiero.

Il viaggio è andato bene che quando sono arrivato alla stazione cera tanta gente ma un posto lho trovato lo stesso che ci siamo messi tutti a parlare fino a quando non cè venuto sonno e poi la mattina dopo ho tirato fuori il formaggio che mi avevi dato e quel profumo ha svegliato tutti che ognuno ha preso qualcosa e chi il vino e chi il pane e insomma era come se ancora non ero partito.
A Torino cera il cugino Nitto che mi aspettava e lui mi ha portato a dormire in una casa che cerano tanti compaesani e poi il giorno dopo siamo andati al cantiere e il padrone mi ha controllato e ha detto che ciavevo le braccia forti e mi poteva prendere per il travagghio. Ancora non abbiamo parlato di soldi ma il cugino Nitto dice che quello è sicuro e la paga qui è buona.
Io non ciò avuto tempo di girare assai in questa città che dopo dieci ore di travagghio non cè ne ho molta voglia però cara mamma ti voglio dire che qua non si sta male è solo che la differenza sta nella nasca che qui mi manca il ciauro della nostra casa e a volte nella giornata ci ho come dei sogni che mi sembra di sentirlo lodore del pane che fai tu o quello delle pecore mentre le porto nelle campagne ma poi marrusbigghiu e insomma ho solo sognato che se non sto attento rischio anche di cadere.
Oggi è domenica della festa di San Sebastiano come da noi e il cugino Nitto mi ha fatto andare a casa sua che cera il bagno e sò mugghieri del nord che io non la conoscevo ma mi è sembrata una brava carusa. Mi sono lavato e siamo andati a messa che mi sono messo anche il vestito che io non lho volevo portare ma tu hai insistito tanto e ci stavo un po' stretto e nello specchio quasi non mi riconoscevo ma quella donna ha detto che sembravo un signore messo così e mi ha dato anche le scarpe pulite che dice che erano di suo padre.
Ora ti lascio che tra un poco torno nella mia stanza e prima però metto la lettera nella buca che domani così parte. Abbracciami a tutti e soprattutto ai miei fratelli e alle mie sorelle che appena posso scrivo anche a loro. Io qui sto bene e spero di tornare presto che mi piacerebbe sentire anche il mare e il ciauro delle arance che qui ci sono pure ma non è la stessa cosa.
Un bacio dal tuo figlio Franco

Domenica 20 gennaio 1957

Fonte Immagine: http://www.radio3.rai.it ( Emilio Franzina racconta gli emigranti italiani: dal sud al nord della penisola)

Scritto per l' EDS Sniff sniff  proposto dalla DonnaCamèl

Partecipano all'eds:

Terre lontane di Melusina
Ucci ucci di Hombre
Odori di ricordi di Lillina
Buon compleanno nonno di Lillina
L'odore della SIPE di Pendolante
Profumo di marsiglia di Lillina 
Il profumo del rinnovamento di Maimaturo
L’abbondanza di cozze di Fevarin e carnazza
Odore della domenica di F.
La puzza di La Donna Camel

 

Commenti

  1. Evvai! Grazie Dario, son contenta di averti inspirato :-)

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  2. :) Veloce come un fulmine, e bravo come sempre!

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  3. Sono stato fortunato, pensavo già a un personaggio simile :-) Grazie Lillina :-)

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  4. Ti leggo e mi sento a casa, fra amici che mi conoscono dentro da sempre. Non è un vero commento (il vero commento è: struggente e centratissimo), ma te lo volevo dire lo stesso.

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  5. Il tuo post, non so se te lo dico dopo od ora: odora.
    (vota il cugino Nitto)

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  6. Ha ragione Melusina: struggente. Grandissimo, Dario!

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  7. @Melusina, @Hombre, @MM, grazie in ritardo :-)

    ps @Hombre - "cugini" forever :-)

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  8. Un pezzo di storia, caro Dario. Hai fatto venire la nostalgia di casa a me che non mi sono mai mossa. Com'é vero e ancora attuale.

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  9. Sì, purtroppo ancora attuale. Grazie Pendolante :-)

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  10. E' vero, è struggente e fa venire nostalgia di casa, e proprio di quella che è anche casa mia. Ed io tra meno di un mese ci torno e, dopo aver letto questo post, sono un po' più contenta:)

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  11. Grazie *cla :-), torno anch'io :-)

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