Ho ascoltato il Venerandi,
il poeta genovese dal bel canto schönberghiano,
una voce un po' diversa oggi la sua...
atteggiata direi (sarà il ruolo
o forse solo l'autoradio, la mia, a gracchiare),
ma è stato quell'accenno
al libro gioco
per me a scoprirlo (antiche lotte,
immagino, e ripenso ad antichi amori)
e comunque non lo avrei mai saputo,
non ne sarei stato certo, insomma,
senza il cortese finale
della radiofonica presentatrice
a ringraziare,
per lei una giornaliera presenza,
per me un curioso ricordare.