Come se si potesse sempre arredare un ambiente di passaggio

Le tue dita a coprire i miei occhi,
lievi. Nella fredda penombra dell’ingresso, il volto
sorride,
come fosse ancora possibile,
vero,
quel leggero ricordo. Mi sfugge
uno sguardo sullo specchio, prima di uscire,
a rassettare i capelli.

È nell'indecente rifiuto di ogni possibile, identico, ritorno,
nell'istante,
la fatica di un riflesso.

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