Filadelfo Cusumano

Io Filadelfo Cusumano di fu Cirino, santaffioto per parte di padre e catanisi per parte di mia madre, con la presente scrivo che mi voglio liberare di un peso che mi grava e mi è gravato assai nella mia vita e dico a chi lo troverà di consegnare al mio avvocato questa mia confessione non appena sarò morto che lui la potrà leggere a tutti e farne memoria.
Io nascii in una casa vicino alla "Castagna la navi" che fu un incidente quello. Mio padre non ci arrivò a portare mia madre fino all’ospedale a Giarre che il suo compare con la macchina arrivò tardi e allora l’aiutarono le vicine che già erano state avvisate, ma quella nascita forse segnò la mia vita che sarà stato per questo che me ne andai a lavorare al porto quando arrivò l’età.
Ora io non voglio annoiare a nessuno che cunto la mia infanzia che di sicuro fu come a quella di tanti altri. Per tirare avanti la famiglia mio padre andò da certi parenti in Germania e io arristai nella casa con mia madre e mia nonna Teresa che a quel tempo mio nonno Filadelfo era già morto. Invece non li ho mai conosciuti i genitori di mia madre che quelli quando seppero che lei era incinta la ittarono fuori dalla loro casa per la vergogna a causa della sua età che era ancora una picciridda.  Però ogni tanto li sentivo nominare ammucciuni in qualche discussione e a volte sentivo mia madre che chianceva senza farsi vedere dopo questi fatti. Una volta pensai anche che fossero loro che si erano riconciliati quando due vecchi tutti allicchitiati vennero a fare visita a nonna Teresa. Si assittarono a prendere il caffè e a mangiare i rami di napuli che ero stato mandato a comprare dalla Zia Santina, la vecchia del negozio dei dolci. Per me avevano portato un arco dellindiani ma questo lo scoprii solo la mattina dopo che era il tempo dei defunti e io trovai l’ossa dei morti e i fichi secchi e quest’arco per l’appunto che ne fui felice. Quando se ne sono andati nonna Teresa disse che erano parenti suoi e io non li ho più visti a quelli.
Con quell’arco io ci davo la caccia alle zazzamite e ai suggiteddi e qualche soddisfazione me la sono levata nel tempo che sono diventato pure bravo e veloce.

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