[titolo provvisorio] A favula dillacqua lodda -9-

Ciavevano sedici anni quannu mossi Maggherita. Accussì di bonu e bonu che la mattina cera e il giorno dopo a vuricano.
L'aveva chiamata la sera prima al telefono alla nipotina mentre Lucia era vicino a lei. Ciaveva detto che ci doveva parlare di una cosa importante e poi quando la matina dopo se lera trovate davanti aveva mandato Aitina a fare la spesa che già Iano era al lavoro.
Assittata vicino al tavolo della cucina aveva iniziato a pulizziari il fagiolino mentre le guardava mangiare tutta soddisfatta. Ci aveva preparato la granita di mandorle che lo sapeva che ci andavano pazze per come la faceva lei. Cheppoi il trucco era semplice. Raddoppiava la dose del panetto che si faceva preparare dal pasticcere e lo lavorava bene con le mani e l'acqua bona prima di posarlo nel friggideri  per continuare ad arriminarlo ogni cinque minuti con la cucchiara di lignu nova. Poi quando era pronto ci aggiungeva una goccia di cafè amaro e una spruzzata di panna che solo a vederla quella delizia e a sentirne lodore si sciugghieva ogni pena a tutti i cristiani. Insomma era lì che non diceva nenti mentre loro mangiavano soddisfatte quando si alzò allimprovviso come se si fosse ricordata in quel momento di una cosa importante. Sinniiu nellaltra stanza e ritornò con la foto del marito e con due pacchettini.
"Ecco questi qui li devo dare a voi"
"Grazie nonna. I putemu rapiri?" Le due ragazzine avevano parlato allunisono comu bestie ammaestrate.
Maggherita li guardò con un sorriso strano passannu locchi da una allaltra poi allargando le braccia con la destra e con la manca ci fici una carezza a ciascuna di loro.
"No, oggi no. Domani. Sì! Domani! Però aspittati che deve accadere una cosa prima"
"Che cosa nonna?" domandò subito Lucia.
"Nenti. Nenti! Aspittati dumani. Dopo il cimitero mi raccomando! E non ci riciti nenti a nuddu. Pi carità. Cheppoi ci sono le gelosie e le cattiverie e non va bene"
Le ragazze accalano la testa e finirono di mangiare. Il giorno dopo era giovedì. Il giorno dapertura delle cappelle private. Quello in cui ogni settimana accompagnavano Maggherita dentro a quei palazzoni. La nonna ci ieva a salutari so maritu. A farici viriri quella sua discendenza.
Per questo non ci ficiru caso. Per questo non seppero capire niente.

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