[titolo provvisorio] A favula dillacqua lodda -6-

Agata lo sentì subito che era incinta. Non cerano bisogno analisi e ecografie. Non cera necessità di duttureddi e prufissuruni. Lei lo sapeva e questo bastava. Per questo non volle fare nenti anche se Iano insisteva per farla visitari e tutti quelli che lincontravano macari. Ma Agata era accussì che se si fissava non cera verso di farle cangiare idea e lebbe vinta lei.
Lucia Aramanna nasciu esattamente quaranta simani dopo quel bagno di acqua biniritta. Tre chili e cento grammi e pelle profumata di zibibbo e occhi sbirri di cu sapi tutto e tutto voli imparare. Cresceva in fretta la picciridda  che già a due anni ci putevi fari discussioni e a sei quanto trasiu a scola sapeva leggere scrivere e fare di conto.
Iano e Agata non le sapevano spiegare queste cose che loro a stento avevano finito la quinta ma anche per altro le risposte erano difficili che mai sava visto una picciridda nata con i capelli ianchi di vecchia e nuddu dei parenti ciaveva locchi del colore del cielo. Cose strane insomma che per un po' ficiru nascere anche discussioni e domande inopportune ma che poi tutti sabituano a viriri come normali.
Non cè nenti come labitudine a fari finiri ogni cosa a cosa i nenti.
Maggherita fu lultima a cedere. Lei priava a chiesa ma questo non le impediva di parrari con vecchie sue amicizie. Mavare che lei conosceva da quanto era nica e sua nonna ci parrava di fatture e malocchi. Lei ci cuntau tutta la storia e quelle dopo tannicchia di scena e di carte vutate e di fumi abbiati nellaria le risposero che era stata tutta colpa di quella serata. Che quelli erano i segni dei lampi e dellacqua. Che la bambina avissa dovuto affrontare tante battaglie ma era forte. E ostinata macari. Che tutto si sarebbe aggiustato.

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