Il topico della tolleranza multiculturalista esclude una serie di domande che non vengono più poste. Il multiculturalismo cambia impercettibilmente le questioni, le depoliticizza, trasforma le lotte politiche in problemi di tolleranza culturale. Come dire: siamo razzisti perché non riusciamo a tollerare la diversità degli altri e li odiamo perché non sappiamo confrontarci con la diversità che è dentro di noi. La soluzione multiculturale è quella di intraprendere un "self discovery voyage": questa è depoliticizzazione. Oggi tolleranza equivale al diritto di narrazione. E' una sorta di darwinismo sociale, ogni minoranza - gay, lesbiche... - ha il diritto di raccontare la propria storia, ma la questione della verità resta sospesa. Se reclami il diritto di dire la verità sei accusato di logocentrismo. Mi oppongo a certa etica tollerante e liberale, basata sulla depoliticizzazione. Deploro che il multiculturalismo non riesca ad essere più radicale. Quando capisco se ho buone relazioni con un membro di un altro gruppo etnico? Quando si rompono le barriere. Certo non quando tratto l'altro con rispetto, ma quando iniziamo a raccontarci storielle sporche. La versione standard della tolleranza multiculturalista è segretamente razzista.
sabato 4 luglio 2009
Il grande Altro
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Slavoj Zizek
venerdì 3 luglio 2009
"A noi poverelli le matasse paion più imbrogliate, perché non sappiam trovarne il bandolo."
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fumära

Io lho sempre pensato che questa terra facissi volentieri a meno di noi. Lumani dico. Quelli con lanima. Quella specie strana che quannu sù chiossai di uno sammazzunu tra di loro e su ci speccia o ciacchiana la fantasia distruggono tutto quello che trovano e chi se visto se visto.
Stamatina guardando questa foto mi sono dato ragione. Non ci starebbe assai la natura a pigghiarisi di novu tutto se sulu non ci fussimu chiù. Oppure.
Oppure basterebbe tornare indietro e cacari e pisciari per strada e pigghiari i frutti supra allalvuri e ciauriarici u culu e fimmini quannu è ura di futtiri e furiari senza dio e senza paradisi. Senza machini e senza servi. Basterebbe tornare a essere quello che siamo sempre stati: animali. E moriri.
Foto di Antonio Squeo
