[Alfredo] Vespro


C’è un momento della giornata in cui Alfredo ama particolarmente guardare il mondo. E’ quello in cui il sole è appena tramontato alla vista e una luce affiora fioca da dietro i palazzi illuminando ancora un poco il cielo. E’ il vespro, l’ora delle laiche preghiere.
Lui toglie gli occhiali e guarda lontano dall'unica finestra di casa. Tutto gli appare indistinto, spariscono i contorni, le stesse luci delle case, delle strade, tremolano come stelle. A volte Alfredo viene così preso da quel paesaggio che raggiunge per un attimo la sicurezza di farne parte. Di essere anch'egli mondo.
Da piccolo una volta la maestra gli aveva fatto disegnare lo sfondo di una città su di un cartoncino nero, per farlo si era servito di uno dei preziosi gessetti con cui si scriveva alla lavagna, quelli riposti sempre con attenzione nel cassetto della cattedra. Alfredo si era impegnato molto, credeva anche di aver fatto un buon lavoro.
“Ora ritaglia seguendo il contorno” gli aveva detto lei, dopo aver controllato.
Anche quello era stato fatto con precisione, pur con qualche comprensibile difficoltà. Alfredo, in effetti, non sapeva bene come scontornare i frondosi rami che aveva inserito e anche i contorni dei semafori furono un problema.
Quando finalmente ebbe finito la maestra lo invitò a scegliere un nuovo cartoncino di colore diverso. Lui ne prese uno color arancio.
“Ecco ora incollalo su questo” gli suggerì lei.
“Così?” chiese Alfredo
“No, no. Prova a capovolgerlo” spiegò con gentilezza la maestra.
Improvvisamente sparirono porte e finestre e strade e palazzi, rimaneva, agli occhi di Alfredo, un indistinto nero su cui la donna applicò con leggerezza piccoli punti di luce subito sfumati dai polpastrelli delle sue dita lunghe e sottili.
Alfredo si accorse quella volta che la maestra non portava lo smalto sulle unghie, non lo aveva mai notato prima.

Fonte immagine:   “Sunset @ Old City of Annecy” by Guilhem Vellut is licensed under CC BY 2.0

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