Slipknot, corpi e incubi



“Ciao”
La donna lo guarda e sorride. Seduta, completamente nuda, sul bordo del letto ha sulle ginocchia un taccuino aperto percorso da linee e ghirigori.  Nella mano destra una penna e tra i capelli un fiore. Michele la osserva ma non ne è sorpreso. Sa di conoscere bene quel corpo. Di chiunque essa sia. 
Anche lui è nudo e mostra una evidente erezione. “Dovrei coprirmi” pensa, ma non riesce a muoversi come se ogni gesto gli costasse inutile fatica. Anche le parole non escono dalla sua bocca, si limita a salutarla muovendo gli occhi.
“Non ti preoccupare, passerà. E’ normale trovarsi così, senza nessuna possibilità di movimento. E’ il nostro corpo che prende il sopravvento, che si ribella al suo presunto padrone. E’ semplice. Quasi banale. Non pensi?”
La donna si ferma e lo guarda. Incrocia i suoi occhi, carezza dolcemente il suo corpo. 
“Cosa ti eccita? Il mio essere nuda? Gli occhi? Le mie labbra? Il corpo non si pone queste sciocche domande. Non credi anche tu?”
Michele sposta gli occhi a negare ma non può fare a meno di pensare che sì, sarebbe tutto più semplice se riuscisse almeno a calmare quell’erezione. La donna riprende a tracciare linee sul taccuino, ma con la sinistra inizia lentamente a masturbarlo fino a farlo venire.
“Ti è piaciuto? Ti è piaciuto Michele?”
La voce lentamente muta. Diviene più cupa, più maschile. Anche lei ora inizia ad apparirgli leggermente diversa. Quando si solleva mostrandosi completamente al suo sguardo Michele dapprima ne scopre le gambe villose, il pene enorme, poi ne risale con gli occhi il corpo fino a scoprirne il viso. E’ quello dello gnomo. E’ lo stesso di quell’uomo.
“Sorpreso?” gli chiede quello e nel farlo ride. Ha una risata fredda, studiata, falsa.
Michele inizia ad averne paura, ma non può far nulla per reagire se non continuare a cercare di parlare con gli occhi. Lo gnomo si sdraia sopra di lui e lentamente con tutto il corpo penetra nel suo. 
Michele ne sente prima il peso. Insopportabile. Angosciante. Poi inizia a perdere il controllo degli arti, del bacino, la testa è l’ultima a cedere prima di chiudere gli occhi, prima di risvegliarsi da quell’incubo.
Il sole è già alto. Michele fa partire la radio. C’è Vermillion Pt.2 degli Slipknot.


«She seemed dressed in all of me, stretched across my shame.
All the torment and the pain
Leaked through and covered me
I'd do anything to have her to myself
Just to have her for myself
Now I don't know what to do, I don't know what to do when she makes me sad.

She is everything to me
The unrequited dream
A song that no one sings
The unattainable, Shes a myth that I have to believe in
All I need to make it real is one more reason
I don't know what to do, I don't know what to do when she makes me sad.

But I won't let this build up inside of me
I won't let this build up inside of me
I won't let this build up inside of me
I won't let this build up inside of me

A catch in my throat choke
Torn into pieces
I won't, no!
I don't wanna be this...

But I won't let this build up inside of me
I won't let this build up inside of me
I won't let this build up inside of me
I won't let this build up inside of me

She isn't real
I can't make her real
She isn't real
I can't make her real »

Commenti