Them, Negroni e sandali


Michele passa il pomeriggio dormendo. Si risveglia che sembra essere appena uscito da una sauna. La sua orma liquida sul divano copia perfettamente il corpo e lui rimane a fissarla intontito come uno sfatto Narciso. A bisogno di qualcosa di energico. “The Angry Young Them” nell’hi-fi, caffè e doccia. Urla “Gloria” mentre tenta di asciugarsi. Ora può uscire. 
Il locale di oggi è proprio vicino casa. Ha tutto il tempo. Il bar è su una piazza abbastanza grande da poter ospitare settimanalmente il mercatino di quartiere. Michele ci passa spesso per acquistare quello che gli serve: mutande, calzini, frutta. Tra le bancarelle ce n’è una che non manca mai di visitare. È di un ragazzo toscano che porta lì roba usata. Ci si fanno buoni acquisti a prezzi ragionevoli e poi Michele lo trova simpatico.
Quando arriva c’è ancora poca gente. In genere la piazza ospita badanti, con il loro carico di vecchie vite, e bimbi, entusiasti per i primi giri in bici. Le prime stanno abitualmente ai margini della piazza, all’ombra dei grandi alberi che ne segnano il confine. I secondi, invece, occupano con baldanza lo spazio centrale libero da ostacoli. Rischiano mille volte lo scontro, ridono, a volte rimangono fermi a terra accanto alle piccole bici capovolte in attesa di un adulto che li consoli.
Il bar è al centro di uno dei due lati più grandi. Quello che, con i suoi palazzi costruiti quasi a ridosso della piazza, offre l’unico lato libero dalle auto. La piccola strada che divide i portoni dagli alberi è un segmento chiuso da cinesini in cemento legati l’uno all’altro da catene lucide che oggi luccicano al sole come oro. I gestori del bar hanno pensato bene di piazzare una decina di tavoli davanti al locale, approfittando forse del loro vero monopolio sulla piazza. Normalmente c’è sempre gente lì, ma oggi è ancora troppo presto. Troppo caldo per sedersi al sole. Gli alberi proiettano la poca ombra sulla piazza, mentre alcuni dei tavolini sono protetti dall’ombra dei palazzi. Michele ne avvista uno da lontano e lo punta, ma non fa in tempo perché è anticipato da alcune donne che si siedono lì per mangiare un gelato. Riesce a trovarne comunque uno, ancora parzialmente al sole ma prossimo candidato all’ombra.
Una ragazzina arriva subito a chiedere l’ordinazione, una studentessa in vacanza pensa Michele. Annota subito tutto sul suo bloc-notes dopo aver chiesto un Negroni e stuzzichini. Si sente un po’ a casa sua e stranamente rilassato e poi sa di potersi fidare sulle parti di gin, campari e vermut servite.    
E’ a meta del cocktail quando vede, sul lato opposto della piazza Giulia. Lascia tutto e correndo attraversa la piazza fino a raggiungerla. Lei gli è di fronte, ma non sembra essersi accorta di lui. Cammina a testa bassa quasi zigzagando tra le piastrelle che si alternano nei colori ad abbellire la pavimentazione. Indossa un leggero vestitino colorato che le lascia le spalle scoperte e sandali bassi ricchi di cristalli sfaccettati. I capelli raccolti esaltano le efelidi sul viso. Michele si ferma un attimo a guardarla prima di chiamarla
“Che ci fai qui?” Giulia alza gli occhi e si ferma.
“Lavoro” risponde Michele.
“Ah!” Giulia incrocia le braccia e lo guarda perplessa.
“Prendi qualcosa con me? Sono seduto lì” le chiede lui indicandole il bar.
“Non so, dovrei comprare qualcosa per cenare con Graziana”
“Aspetterà, anzi magari potresti chiamarla e chiederle di raggiungerci. Che ne pensi?”
“Non so”
“Dai…” Michele le si avvicina sorridendo. Porta la sua mano sinistra sul braccio destro di lei, quasi come una carezza.
Giulia non risponde. Cambia solo direzione. Ora si avviano verso il tavolino. Lì dove sono rimasti il libro aperto, il Negroni e il taccuino. Michele cerca la sua mano, ma lei si ritrae.


«Like to tell ya about my baby
You know she comes around
She about five feet four
A-from her head to the ground

You know she comes around here
At just about midnight
She make ya feel so good, Lord
She make ya feel all right

And her name is G-L-O-R-I
G-L-O-R-I-A (Gloria)
G-L-O-R-I-A (Gloria)
I'm gonna shout it all night (Gloria)
I'm gonna shout it everyday (Gloria)
Yeah-yeah-yeah-yeah-yeah-yeah

She comes around here
Just about midnight
Ha, she make me feel so good, Lord
I wanna say she make me feel alright

Comes a-walkin' down my street
When she comes to my house
She knocks upon my door
And then she comes in my room
Yeah, an' she make me feel alright

G-L-O-R-I-A (Gloria)
G-L-O-R-I-A (Gloria)
I'm gonna shout it all night (Gloria)
I'm gonna shout it everyday (Gloria)
Yeah-yeah-yeah-yeah-yeah
Looks so good (Gloria) alright
Just so good (Gloria) alright, yeah»

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