Silenzi


Quannu veni a sira non ce la faccio a sopportare cetti silenzi.
I silenzi che mi arrivano nella testa mentre massetto davanti alla televisione. Quelli che mi taliano in qualche riflesso quando mi metto a mangiari. I silenzi che attraversano le camere e non si fannu tuccari.
Sono silenzi strani. Senza ciauru. Senza amuri.

Non li voglio questi silenzi. E vulissi nesciri fora. Vulissi fari voci. Ma loro lo sanno e mi fermano mi bloccano e non ciarrinesciu a mannalli via. A scappare.
Allora chiuru locchi. Penso a questo tempo ca non passa e cerco di dormire. Di fare finta di nenti. Come se ogni tanto macari io ciavissi diritto. Come se ogni tanto ci fosse giustizia.

Commenti

  1. Bello, così breve e così duro, pur se parla sottovoce. C'è, più che malinconia, una sottile tensione rabbiosa che rientra in sé come davanti ai molti muri di incomprensione o incomunicabilità che ci circondano. Ma il silenzio delle parole non è silenzio della mente, che invece - quella - non dorme mai. Un bacio. Chiara

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  2. Il silenzio esterno e le voci interne, un bacio a te Chiara :-)

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