La nonna Marianna


Mia nonna Marianna è nata ad Anguillara Sabazia. Aveva un repertorio di racconti di streghe che raccontava in tempi e luoghi che solo apparentemente non avevano alcuna importanza. Ma poi si metteva a raccontare e noi smettevamo di guardare lei: seguivamo il suono delle parole trasponendole in immagini. Si parlava di un gatto e noi vedevamo il gatto. C'era una scopa e noi la vedevamo. Ognuno davanti agli occhi aveva il suo gatto e la sua scopa, ma per tutti quelle parole erano come la pala che scava la buca per piantare l'albero: la pala è lo strumento, ma la finalità dell'operazione è piantare l'albero e raccogliere i frutti.
Così per noi le parole rappresentavano solo l'utensile, mentre la cosa importante erano le immagini che avevamo davanti agli occhi come conseguenza di quelle parole. Poi, col passare degli anni, Marianna non raccontava più storie complete, ma frammenti di storie. Bastavano solo degli accenni per far riemergere quelle immagini.


Ascanio Celestini, Cecafumo, Donzelli, Roma,2002, p. XII.

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