[testimonianze] Garibaldi -2-


Giuseppe non aveva risposto, mani sull'elsa e uno strano cappello in testa, aveva continuato a guardare la campagna fin dove poteva. Lo spazio davanti a lui era sempre più occupato da costruzioni di cui non capiva il senso, la necessità. E poi, continuava a sentirsi stanco.
Achille invece aveva tanta voglia di fare, usciva da casa presto, prestissimo e iniziava a girovagare per le strade del paese stando bene attento a tutto, sorprendendosi di ogni cosa. Se poi la giornata era quella giusta trovava anche una lattina con cui giocare a pallone fino al primo bidone utile o un ratto con cui correre prima di vederlo sparire tra le bocche di lupo ai margini della strada.
Quando arrivava l’ora iniziavano ad apparire gli umani.
C’era Carlo che si ostinava a usare la vecchia ramazza portandosi dietro, legata al cesto, quella nuova e luccicante dalle setole blu. Una volta Carlo gliela aveva mostrata.
“Guarda qui, dicono che sia speciale. Lo sai che suona e parla? Vuoi provare?  Dai! Prova!” e gli aveva messo in mano la scopa invitandolo a spazzare.  Achille aveva veramente provato che lui non si tirava mai indietro di fronte a un invito.
“Più forte! Fai più forza!” gli gridava Carlo e improvvisamente un suono e una vocina erano usciti dal tubo d’alluminio. Achille aveva subito pensato al Genio Blu dei film e invece era arrivata solo una voce da treno in arrivo che gli chiedeva di non fare troppa pressione per non rovinare le setole.  

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