L'intervista al Venerandi

Ho ascoltato il Venerandi,
il poeta genovese dal bel canto schönberghiano,
una voce un po' diversa oggi la sua...
atteggiata direi (sarà il ruolo
o forse solo l'autoradio, la mia, a gracchiare),
ma è stato quell'accenno
al libro gioco
per me a scoprirlo (antiche lotte,
immagino, ripenso, antichi amori)
e comunque non lo avrei mai saputo,
non ne sarei stato certo, insomma,
senza il cortese finale
della radiofonica presentatrice
a ringraziare,
per lei una giornaliera presenza,
per me un curioso ricordare.

Commenti

  1. sarà che di canto schonberghiano non ne capisco nulla, ma mi è sembrato più uno sciorinamento di parole, a tratti urlate, simili a litanie eucaristiche. Non fa per me. Preferisco il silenzio, credo a volte più pregnante.
    Un caro saluto.

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  2. Forse lo sai già, ma a me Fabrizio mi ha sempre stressata. Invece Koch... ah, Koch!

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  3. Ah, e guarda che ti ho messo in nominescion qua ;-)

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  4. @Carl8, più che al video messo pensavo alle perfomance del collettivo bib(h)icante di cui Fabrizio faceva (fa?) parte... comunque nulla è come il silenzio :-)

    @Melusina, eravamo in molti ad essere innamorati di Koch :-)

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