naufragi

©Fabio D'Angelo

Mi sentu tuttu sfasciatu. Come uno abbiato sotto a un treno. Come carne battuta. Comu merda pistata. 
Sarà che oggi è una giornata che acchianu e scinnu i scali do palazzu che cera sempre qualche cosa che mi scordavo. E na vota u pani. E poi a munnizza. E le sigarette anche. E lascensore non funzionava naturalmente che poi è normale che non funziona mai. 
Insomma mi stancai e ora però assittato nel balcone ho il tempo di riposare e ogni tanto mi pari che maddummisciu davvero con questo sole caldo che accumencia a pizzicari. Taliu il cielo chinu di luce e i palazzi lontani macchiati dei colori dei panni stesi e le strade nuove con i ponti iauti iauti e le cappelle del cimitero che luccicano con tutte quelle finestre e quel pizzuddu di mari che ancora mi hanno lasciato. 
Tutto però mi pari appannato. Senza sustanza.
Non ciò vogghia di viriri genti e non ciò vogghia di parrari cu nuddu. E mancu di pinsari a dire la verità. Vulissi sulu tinirimi la fantasia di qualche sogno e forse è per questo che ogni tanto mi addumisciu. Pi piscari.

Commenti

  1. è un po' che non te lo dico, perciò posso ripetermi: come direbbe Snoopy, "chapeau!".
    L'ultima riga me la sento un po' anche mia.

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  2. Ciao Giuliano, grazie :-) vorrei tornare a scrivere con maggiore continuità ma credo che dovrò attendere l'estate (e magari passerà la voglia)

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