Araziu. Vita errabonda di un sincero furfante (19)

Sara ci iu incontro veloce che forse non lo faceva apposta ma di certo quellannacamento faceva scantari lanima.
Araziu continuò a seguirla con gli occhi fino a quando non entrò dentro alla machina e anche dopo che quella non partiva e i due dentro sembravano parlare. Si fermò a vedere il modello. Il colore. I palazzi che cerano alle spalle di quella. Le altre machine che correvano veloci tra i due fuochi principali. Poi però accuminciau a preoccuparisi. Troppi movimenti. Troppe mani che si intravedevano allaria come ombre di burattini. Troppe voci che arrivavano senza significato dai finestrini chiusi. Stava succedendo qualcosa. Si avvicinò con calma ma la mano era già supra o rasolu che si era portato dappresso da casa. Non si sbagliava.
Sara pareva che chianceva e si muoveva come una pazza e faceva uci ma una mano di quel porco la teneva stretta e laltra cercava invece di pigghiarici la testa per farci centrare il bersaglio.
"Suca!" ci riceva "Suca! Niura buttana!"
La lama era già fora. Rapiu di botto la porta e non ci vosi assai a tirarici fora a quello la testa per i capiddi e a farici lisciari u gargarozzu con il coltello.
Allimprovviso ci fu sulu silenzio poi però Sara ciaccuminciau a diri maliparoli:
"Ma chi cazzu fai? Chissì scimunito? Finiscila subito minchiuni!"
Araziu era confuso. Quello sotto di lui mancu fiatava che a giudicare dal feto si stava cacariannu sutta ma al significato di quello che diceva Sara proprio non ciarrivava.
"Stamu iucannu! Non li capisci queste cose? Iucannu" e questultima parola ce la gridò bene lettera per lettera in modo che un poco forse quello savissa ripigghiatu.
U carusu in effetti livau tuttu e senza dire una parola accuminciau ad allontanarsi. Non si accorse nemmeno che la machina dietro di lui con una sgommata era partita e che quella fimmina lo seguiva a testa bassa.
"Fermati! Ti vuoi fermare?"
Sara tentava di farisi viriri ma era come se di colpo fosse diventata trasparente. Araziu ciaveva ancora lalliccasapuni nelle mani e la tremarella nella testa.
"Documenti! Documenti per piacere!"
Fu u sbirru a farici cangiari pinseri a tutti rui.

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