La iattaredda



Era stata chiusa tutto questo tempo... la casa di Agnori dico. Ora cera tornata a stare una iattaredda.
Lò vista una volta sola io. Tutta con il pelo nero come al petrolio e due occhi verdi che sembrano il mare illuminato dalle lampare.Il suo padrone viene due volte al giorno la matina e il primo pomeriggio mentre lei invece non nesci mai. Sarà un destino degli abitanti di quella casa maliritta. O forse è lui che si scanta di perderla.
Le prime volte dopo che lui trasiu  per le sue visite io mi avvicinai arreri alla porta per avere qualche notizia. Lo so che non si fanno queste cose ma uno lo deve sapere che vicini ciavi e comunque non mi visti nessuno così la mia coscienza era a posto. Insomma da dietro alla porta si sentiva una cantilena duciduci e sospiri. Fusa pinsai o comu cazzu si chiamano sti cosi dellanimali.
Cera però un particolare che mi sorprendeva. Quel cristiano non veniva mai di domenica.
Poi un giorno ho capito.
E' stato quando stavo niscendo per andare a comprare la birra e lui era davanti all'ascensore con il telefonino.
"Non ti preoccupare, non ti preoccupare. Sto andando a darici da mangiare alla iattaredda"
Forse devo averlo guardato troppo pecchè scansandosi per farimi acchianare sopra allascensore mi disse tutto confuso:
" Era mia moglie, lo sa come sono le mogli".
No. Non lo sapevo. Ma ci accalai la testa e chiurii la porta.

Commenti

  1. Ciao, Dario, sei insuperabile nelle tue storie di "condomini"

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  2. questa storia di voi catanesi di cambiare la G con la IA mi rimanda molto all'alfabeto cirillico (ma penso che sia tutta colpa dei greci). (Magna Graecia!)
    (Questo frammentino è un piccolo capolavoro)

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  3. Frida, forse ho imparato a conoscerli :-)

    Giuliano, ti ringrazio ma so poco di etimologia :-)

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  4. Allota ti dico tutto quello che so:
    Una volta ho fatto una chiacchierata con un greco che sapeva benissimo l'italiano: mi ha spiegato che la nostra G da loro non esiste, diventa quasi sempre una I con la vocale che segue.
    Per esempio (ero in coda per un biglietto d'opera a Firenze), Maria Callas si chiamava Kalogeropoulos: e si pronuncia Kalo-Iero-Poulos.
    (E' per questo che esiste il cognome Iuliano, o Iaquinta.)

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  5. Grazie Giuliano, non sapevo - ma tra arabi, spagnoli, francesi, tedeschi, italiani ogni parola è una piccola caccia al tesoro :-) -

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  6. Ma da te sono belli pure i commenti! ;-) m'hai fatto venire un attacco acuto di nostalgia di casa natale, mio fratello è andato per anni a dare da mangiare ad una gatta che non s'era voluta trasferire. Sei il mago delle emozioni tu, bisogna stare attenti come con le comete, guai ad avvicinarsi troppo... non sai come finisci

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  7. Grazie Anonima/o, sarò pure un mago :-P ma è bello, quando capita, riuscire a far riemergere ricordi che si decide di condividere :-)

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