Lewis Allan Reed (Brooklyn, 2 marzo 1942 – Long Island, 27 ottobre 2013)





WASTE

Sometimes when I’m all alone
I feel a type of fear
dawn’s descending, dusk is breaking
creep my darling near.
I see my life before me
as a seamstress sees her pins
full and lined with failure
and coated then with sin.
An education gone to waste
talent left ignored
imagination rent with drugs
someone who’s always bored
scared to death of life itself
but even more by death
not fit company for anyone
let alone a wife
no example for a child
therefore no sun for me
I am told never to think these thoughts
for they make me unhappy.

The sin was craziness you see
don’t blame yourself for that -
a strange childhood, well that is true
but nothing can be done about that.
The future is the same for all
we face it as we can
and there is nothing wrong with fear
it proves that you’re a man.
Then other times I feel so good
the opposite you see
I think I’m full of talent
good old intuitive me.

I write all hours of the night
terrible poetry.
Others say that it is good
but they are lying to me.
Why would they lie, you might ask
and to this I would reply
encouraging me encourages them,
to cut me shows their lie.
For mine was illusion of life
well spent,
everyone thought so.
I was courted as a rake
wherever I did go.
But I know warts, you can’t fool me
with flattering and praise.
You sing my songs
to prove to yourselves
that you are not a waste.
PERDITA

A volte quando sono solo
provo un tipo di paura
l’alba discende, irrompe il crepuscolo
striscia vicino lentamente, tesoro.
Vedo la mia vita davanti a me
come una sarta i suoi spilli
piena, e segnata di fallimento
poi coperta dal peccato.
Un’educazione andata a farsi benedire
un talento ignorato
l’immaginazione a nolo con le droghe
qualcuno vinto dalla noia
intimorito dalla vita stessa fino alla morte
ma ancor più dalla morte
non adatto alla compagnia per nessuno
tantomeno per una moglie
non è modello per un bimbo
pertanto non c’è sole per me
mi è stato detto di non pensare mai queste cose
perché mi intristiscono.

Il peccato è la pazzia, capisci
non fartene una colpa-
una fanciullezza strana, be’ questo è vero
ma non c’è nulla da fare a riguardo.
Il futuro è uguale per tutti
lo affrontiamo come possiamo
e non c’è nulla di male nella paura
dimostra che sei un uomo.
Poi altre volte mi sento così bene
proprio l’opposto, vedi
penso di essere pieno di talento
il caro vecchio me stesso pieno di intuito.

Scrivo a qualsiasi ora della notte
della terribile poesia.
Altri dicono che sia buona
ma mentono.
Perché mai mentirebbero, potresti chiedere
e ti risponderei
che incoraggiarmi li incoraggia,
stroncarmi mostra la loro menzogna.
Perché la mia è stata un’illusione di vita
ben spesa,
tutti lo hanno pensato.
Sono stato corteggiato come uno importante
ovunque io sia andato.
Ma conosco il gioco, non potete farmi fesso
con lusinghe e lodi.
Cantate le mie canzoni
per provare a voi stessi
che non siete uno scarto.



Grazie a  http://www.loureed.it

Photograph:  Stephen Shore, “Lou Reed,” NYC, c. 1967.
 

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