"Due parole sui tag " di Midnight Shadow


Due parole sui tag

I tag (ingl., "etichette") di questo blog sono molti, alcuni si commentano da sé, altri me li capisco da me, altri ancora sorgono spontanei ma poi non vengono più utilizzati.
Cresciuta alla scuola del formalismo russo, ho sempre attribuito un forte significato a tutte le componenti di un testo, orale o scritto. Il testo *non* è il messaggio. Il testo è il messaggio e diverse altre cosucce accessorie, che se non prese in considerazione, ne snaturano il significato. Ed ecco appunto i tag, o almeno un primo gruppo.

a ruota libera, at my best, presunzione letteraria, raccontini da dopolavoro, fiction, stardust memories, raccordi, catene

Il mio blog non è il mio diario. Ossia, lo è per certi versi (e per certi tag: real life, le perle del weekend, la casa del cetriolo, questa la bloggo, e così via), ma è nato come spazio in cui riportare quello che mi esce dalle dita e che rientra sotto molti aspetti nella definizione di creative writing. Quel che ci può essere di vissuto, di "reale", dietro i messaggi con i tag del primo gruppo è affar mio ed esclusivamente mio. Quello che c'è di fronte al lettore è un testo, spesso un monologo, una narrazione interiore, a volte un fittizio occhio esterno che segue i personaggi nelle loro azioni.
Questo mi interessa mostrare. Questo mi interessa venga valutato. Non la mia vita, reale o presunta alle sue spalle.

Mi sono rassegnata ormai da diversi anni al fatto che non sarò mai una scrittrice. Ma mi piace inventare personaggi, immedesimarmi in situazioni, cercare definizioni, e scrivere di dolore quando sono felice, e di gioia quando ho l'anima in pezzi, e far ridere quando sono scoraggiata e far riflettere quando mi viene da guardare il mondo dall'alto in basso. Mi piace creare. Ma non sono una dea, e non posso creare se non rimescolando quel che già c'è, di letto, di ascoltato, di immaginato, di vissuto. Non è l'origine quel che conta. E' la nuova statuetta d'argilla in cui adoro soffiare il mio alito di vita. Fumoso.


Fonte testo: http://blog.libero.it/ombradellaluce

Commenti

Posta un commento