Il mio bacio era una melagrana,
profonda e aperta;
la tua bocca era una rosa
di carta.
Lo sfondo un campo di neve.
Le mie mani erano ferri
buoni per le incudini;
il tuo corpo era il tramonto
di un rintocco di campana.
Lo sfondo un campo di neve.
Nello sforacchiato
teschio blu
fecero stalattiti
i miei ti amo.
Lo sfondo un campo di neve.
Si riempirono di muffa
i miei sogni infantili,
il mio dolore tortile
trapanò la luna.
Lo sfondo un campo di neve.
Adesso ammaestro grave
l’alta scuola,
il mio amore, i miei sogni
(cavallucci senza occhi).
E lo sfondo è un campo di neve.
Federico Garcia Lorca, Madrigale
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