[Alfredo] Busker


“Ma tu lo hai visto quel tipo? Campi di concentramento! Da non crederci...”
“Passi tu a prendere il piccolo? Non posso proprio. Una consegna urgente, sì...”
“No, li dovevi proprio vedere. Nessun pudore, come gli animali ti dico, come gli animali...”

Basta stare fermi. Basta stare fermi in un via del centro e attendere che le notizie arrivino addosso. Puzzle. Alcuni semplici. Piccoli rebus con parole e immagini. Altri da comporre aggiungendo pezzi personali. Incastrare. Buttare via. Tutto qui il gioco.
Alfredo non  riesce a capacitarsi di questo mettersi in piazza, di questi ridicoli soliloqui.
Ogni tanto vorrebbe fermare qualcuno, chiedergli qualcosa.

“Ma lei ha fonti sicure su questa notizia? Cosa pensa che potremmo fare? Sarà possibile organizzarsi, aiutare? E lei signora, crede veramente che suo marito non sappia del suo amante? E tu? Tu hai mai veramente amato con passione? E cosa è per te il pudore?”

E però Alfredo cerca di dimenticare in fretta quelle voci e continua a camminare. Solo spera ancora che da una finestra lasciata aperta sulla via arrivino i primi accordi di un piano o che un artista da strada sfugga alla giustizia dell’urbano decoro.

Fonte immagine: “Busker in Florence” by Justin Norris is licensed under CC BY 2.0

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