[Alfredo] Pozzi


Alfredo cerca le chiavi di casa, poi gli occhiali, il portafoglio, le caramelle alla menta che porta sempre con sé, i fazzolettini di carta, i bollettini da pagare alla posta.
Alfredo si muove da una stanza all'altra e guarda fuori ogni tanto e si siede e si rialza e di nuovo controlla di avere tutto.
Alfredo finalmente esce di casa e un sole festoso lo accoglie, lo abbraccia con delicatezza, gli fa dimenticare gli impegni, lo trasporta verso il parco.
“Alfredo! Alfredo!”
Qualcuno lo chiama, ma lui non si ferma e prosegue e allora la voce lentamente sparisce fino a quando non ne rimane che un rivolo nella mente.
Alfredo si ferma all'edicola, una di quelle piccole casette che hanno sostituito i vecchi chioschi degli incroci, e il proprietario lo saluta quasi urlando mentre lui risponde solo sorridendo.
Gira lentamente tra tutte quelle copertine sapendo già che non acquisterà nulla, che prenderà solo il solito giornale, quello che in genere compra la domenica o quando si siede sulle panchine in centro a vedere passare la gente. Già le panchine, quelle che hanno tolto, quelle che devono tornare.
Alfredo prende il giornale e si sposta verso il parco, trova un luogo dove può sostare tra ombra e luce e si siede e sfoglia con attenzione le pagine prima di iniziare a leggere e ritorna indietro e inizia e smette e riflette su come sia strano il fatto che i giornali parlino in tanti loro articoli di televisione e pensa che lui la televisione ha smesso di guardarla tanti anni prima, il 13 giugno 1981 per essere precisi.

Fonte immagine: “Light and dark” by Tom Anderson is licensed under CC BY 2.0
 

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