[Alfredo] Moka 2


“Io credo che dovremmo tornare a fare qualcosa”
Alfredo inizia a parlare a occhi bassi, lentamente, cercando le frasi giuste da dire.
“Ecco sì,  credo che ormai con i nostri acciacchi... non abbiamo più molto da perdere e allora dovremmo tornare…”
“Tornare dove?”
Le parole dell’amico fermano la sua ricerca. Lo sta guardando con in una mano la tazzina del caffè e nell’altra la zuccheriera.
“No, no grazie. Lo prendo amaro... tornare a farci sentire, fare qualcosa insomma...”
“E magari finire con una bella pallottola in testa o a preparare il caffè agli amici di cella”
“E allora? Credi sia meglio ora senza nemmeno una panchina su cui sedersi?”
“Panchina?”
“Sì, sì, panchina! Potrebbe anche essere solo qualcosa di dimostrativo, qualcosa per far capire che ci siamo ancora. Io ricordo ancora alcune cose, posti dove si può trovare materiale…”
“Alfredo non c’è più tempo per noi, non c’è più tempo” lo interrompe l’altro sorridendo.
Ora sono seduti a fianco, sullo stesso lato del tavolo da cucina. Il caffè è magnifico e Alfredo prova a centellinarlo in attesa di nuove parole. Stanno un po’ in silenzio poi lui si alza.
“Bene, devo proprio andare ora”
“Abiti sempre nella stessa casa?”
“Sì”
“Ci penserò su, allora”
“Bene”
“Bene”
Alfredo è di nuovo in strada, si sente meglio, è passata anche la nausea. Si ferma al bar e si concede una pasta, niente caffè stavolta perché allora la pressione schizza.

Fonte immagine: “Moka Pot” by Bill Rice is licensed under CC BY 2.0

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