[Alfredo] Figli



"Lei non ha figli?"
Alfredo abbassa un po’ lo sguardo poi riprende a parlare d’altro. 
Gli sembra che quella storia di cui stavano discutendo sia poco plausibile, montata a dovere per dimostrare che nessuno si salva, che tutti sono uguali. L’uomo con cui sta dialogando da più di un’ora riprende allora a elencargli date e avvenimenti, ma Alfredo non lo segue più, pur seguendolo. 
Quando sente la voce di quello spegnersi dice:
"Ecco adesso mi è più chiaro" e si alza come si fosse ricordato solo in quel momento di qualcosa di importante da fare. 
"E stato un piacere" aggiunge salutando. L'altro lo ferma stringendogli la mano. 
"Potremmo vederci domani, lei viene spesso qui?" domanda.
"A volte" risponde Alfredo e si allontana.

Il sole è già andato via e l’aria è divenuta più fresca. Alfredo chiude il cappotto e sistema meglio il cappello sul capo. Sull'autobus che lo porta verso casa poche persone: un giovane immigrato che guarda passare le vetrine, una badante con una busta da supermercato sdrucita poggiata a terra tra le gambe, due ragazzi che si annusano innamorati.  

Fonte immagine: “Autobus 6 B. Pastore -Sacca” by Claudy-o Cdy-o is licensed under CC BY 2.0

Commenti

  1. Viene voglia di leggere le storie di Ahmed che guarda passare le vetrine sotto al riflesso dei suoi occhi sul vetro, di Isabel dalla busta sdrucita e mezzo piena di scatolette per gatti a buon mercato e di Martina e Pietro che scoprono l'amore riconoscendosi dall'odore.

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    1. Quel "viene voglia di" credo sia il sogno di ogni scrittore - o presunto tale - Grazie :)

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