Quell'anno si continuava a nascere, si ammazzavano presidenti, qualcuno scriveva canzoni

Questa notte, la prima voce al risveglio gracchiava:
The times they are a changin'”,
ed era tutto perfetto, pensavo:
era perfetto quel risveglio
e la data e il ricordo
di un vissuto. Un sogno.
Era tutto perfetto, insomma.
Sì, certo, quasi perfetto, a rifletterci,
ma di sicuro lo sarebbe potuto essere,
perfetto intendo.
Lo sarebbe potuto essere, mi dicevo,
se non fosse stato casuale quell'accadere,
se non fossero stati casuali questi cinquantatré anni,
questi cinquantatré anni passati qui, sull'A1,
a svegliarsi dopo mezzanotte su questo pezzo,
questo pezzo che dice “The times they are a changin'”.
Tutto sarebbe stato perfetto senza questi cinquantatré anni,
senza inseguire nel buio
distributori di metano o la sagoma di un TIR, senza
il risveglio
di un caffè bruciato.
“Your sons and your daughters” cantava Bob e io, intanto,
io
rimettevo in moto verso casa.
Sai Bob, gli avrei voluto dire, sai Bob…
ma non mi uscivano parole,
così sono andato.

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