[testimonianze] Garibaldi -24-

Al tavolino vicino al bancone due ragazzini si guardano imbambolati. “Che bello!” pensa, poi esce con il bicchiere caldo tra le mani per tornare in ufficio.
Non si accorge che Luca la segue con lo sguardo indicandola alla ragazza accanto a lui.
“Hai visto?”
“No, cosa?”
“Era senza mutande!”
“Ma dai! Che fantasie ti fai...”
“Era così ti dico, la gonna era completamente trasparente, lì all’entrata con quella luce. E sotto non aveva nulla…”
“Mah! Saranno fatti suoi!”
“Sì, sì hai ragione” conclude Luca e scoppia in una risata.
“Che giornata strana” intanto pensa, e nel frattempo continua a perdersi negli occhi di lei.
“Sei bella” le dice mentre le sue dita inseguono e solleticano piano sul tavolo quelle di lei.
Lei si avvicina ancora di più e poggia la testa sulla sua spalla.
“Si è fatto tardi, devo tornare a casa. Non voglio che mia madre rientri prima di me.”
“Dai! Non hai detto che è sempre in ritardo?”
“Sì, ma…”
“Solo un altro toast e poi andiamo… sono buoni qui”
“No, no. Non posso Luca”
“Ok… e domani? Ci vediamo?”
Il volto della ragazza si illumina.
“Sì, certo! Se vuoi natural…”
“Certo che voglio! Come oggi?”
“Sì, però cerca di non farti investire questa volta…”
“… e di non perdere nulla!”
Scoppiano a ridere, poi lei si alza e gli dà un bacio leggero sulle labbra.
“È stato bello” sussurra.
Lui non risponde. Rimane in silenzio mentre lei va via. Solo quando, ormai fuori, la vede girarsi per salutarlo con la mano riesce a bisbigliare uno sconsolato “Ciao”.
Luca paga e va via verso casa, peccato aver perso quei soldi. Sulla bici continua ad essere distratto. Il vespro illumina ancora la città e lui inizia a fermarsi per fare foto che non gli restituiranno mai la bellezza di quei momenti. Non importa, comunque. Ci vorranno anni prima che guardando quelle immagini sparisca per lui la luce che le illumina. Luca questo ancora non lo sa e forse ne avrà coscienza solo quando quella luce ritornerà senza chiedergli permesso. In altri momenti, in altri luoghi, in altri tempi.  
Tra le tante foto ne fa una a due ragazzi che gli vengono incontro in una piccola piazza deserta. Il cielo alle loro spalle è rosa, i profili dei palazzi netti come ombre cinesi.

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