Garybaldi, Bianca e Hare Krishna


Quando ritorna si trascina dietro un carrello.
“Ho fatto tutto, così non devo tornare di là”
“Dai iniziamo”
Le penne con le zucchine hanno un odore e un sapore che Michele non conosceva. Tutto gli appare nuovo anche quella musica, anche quel compagno che gli si siede di fronte, anche quel vino che finisce in fretta.
“Ti piace? Era la mia ricetta preferita quando la cucinava mia madre. Semplice e unta quanto basta”
Salvatore ride e subito dopo riempie i bicchieri fino all’orlo.
“Dai bevi, che questo fa bene alla salute. Altro che birra! Non ti ho mai visto da queste parti, sei in vacanza?”
“No, no vivo qui, ci sono nato qui”
“Ah! Non mi sembrava. Io invece qui ci sono venuto da piccolo. I miei hanno trovato lavoro qui. E poi è finita che ci sono cresciuto, ci ho studiato anche. Insomma, sono rimasto anche se loro sono tornati a casa”
Michele è già a mezzo piatto.
“Buoni, ma questo posto… era una stalla prima?”
“Non lo so. Credo di sì. Io l’ho trovato già cosi. Prima era di uno di qui, è morto qualche anno fa. Una brava persona, io ci venivo sempre a mangiare e poi… e poi gli eredi hanno venduto a me”
“Ti sei sistemato allora”
Salvatore lo guarda sorridendo.
“Io vivo con la mia pensione”
“Pensione?”
“Già!”
Michele non chiede più nulla, si concentra sulle ultime penne girandole sul piatto con la forchetta a raccogliere olio e zucchine. Salvatore invece ha già finito, aspetta che l’altro faccia lo stesso e poi si alza per togliere i piatti e mettere i nuovi.
“Lo senti questo pezzo?”
“Sì, chi sono?”
“Si chiamavano Garybaldi. Ci suonava Bambi Fossati. Il pezzo invece è Maya Desnuda. Se avessi qui l’album ti farei vedere la copertina, una cosa spettacolare. C’è Bianca di Crepax.”
Michele si rende conto di fare fatica a seguirlo e poi di Crepax conosce solo Valentina e qualche disegno visto su Tumblr. Chi è quella Bianca? Anche quella musica. Gli sembra un po’ una copia di Hendrix anche se fatta benissimo, comunque non ha voglia di discutere di questo.
“E’ strano” si lascia sfuggire.
“Cosa è strano?”
“È strano questo posto. È strana la musica che ascolti. Non ti seccare ma anche tu sei un po’ strano”
Salvatore lo guarda divertito.
“Hai ragione ed è la cosa più bella che avresti potuto dirmi, certo insieme al lodare i miei piatti”
Michele ha già iniziato a pulire e gustare i gamberetti. Si interrompe, pulisce le dita, prende del vino e continua:
“E’ come se questo posto ci fosse e non ci fosse più. Non so se riesco a spiegarmi, ma insomma anche questa posizione, questa piccolo vicolo che lo protegge dalla strada…”
“Sì, era quello che cercavo e poi la strada è sempre lì. Puoi tuffarti e rientrare quando vuoi”
“Già, senti ma questi invece chi sono?”
“Gli Aktuala, ti piacciono?”
“Sì, che anno siamo?”
“’73, oppure ora se vuoi”   
“Ma non è che ora, invece, viene fuori un Hare Krishna?”
Michele vuole essere divertente, ma Salvatore non sembra cogliere la battuta.
“Sei mai stato in un loro tempio?”
“No”
“Mi dispiace per te… e i concerti?”
“Di musica dici? Beh sì certo”
“Seduto su una poltrona o rinchiuso in qualche posto bloccato da un cancello suppongo”
“Cioè?”
“Nulla, scusami. È che a volte è più forte di me e mi faccio trasportare anche io dal prima e dal dopo, dal pensare e dire -ai miei tempi- come se non sapessi che non vale nulla”
“Nulla?”
“Cosa vuoi che valga il tempo aldilà dell’attimo in cui lo vivi? Il passato, il futuro possono essere solo strani, lo hai detto anche tu poco fa, e se diventano veri qualcosa non va.”
“Ma noi lo stiamo ascoltando ora il passato”
“Sì, ma non è più quello che ho ascoltato io in un parco, non è quello inciso sul disco e tra poco non sarà più quello che stiamo sentendo qui”
“Li hai visti?”
“Questi gruppi? Giravo parecchio, era semplice”
“E poi?”
“E poi ho fatto altro. Fumi?”
“No”
“Esco fuori, allora”
Salvatore si avvicina al banco e da un cassetto tira fuori una scatola di latta della Amarelli; ne estrae cartine, cartoncino e fumo per poi, con perizia e velocità, rollare una canna.
“Peccato” dice guardando con un sorriso negli occhi Michele, quindi esce fuori a fumare.


«Maya

Sei già spogliata, sei sul mio letto
sei tutta, nuda
Dolce visione, dolce passione
tu sei sempre, nuda

Maya Desnuda

Passan le ore, esce il sudore
tu mi travolgi, nuda
Dolce passione, dolce visione
tu sei sempre, nuda

Si, nuda
Vieni su... su con me... si, su!
Sempre più su!

Hei bambina sono stufo di te
non mi fai neanche, bere un caffè
cerca pure, intanto io
sto correndo come Superman

Hei bambina cosa credi che sia
un ultra-fai-l'amore superstar
hei bambina prova a andare da
James Brown, e la sua Sex Machine

Sai bambina cosa credo di fare
di sparire, in mezzo al mare
hei bambina forse tu
non lo sai, sono guai

Vieni su, insieme a me

Va bene così.

Ora sei pronta, vieni su!
Corriamo insieme!»

Commenti

Posta un commento