White Stripes, brezze e distorsioni


“Sei stata velocissima”
“Non ci voleva molto in auto”
“Vuoi che salga o vieni qui?”
“No, no. Scendo”
Giulia lascia l’automobile accostata al marciapiede e si siede sulla panchina poggiando le proprie spalle a quelle di Michele.
“Scusa, non so cosa mi sia successo. Mi dispiace aver pianto”
“Sei confusa”
“Sì. Sono confusa”
“Capita. Se vuoi non se ne fa nulla. Cioè continuiamo così, non è detto che…”
“Sì, credo sia meglio. Sei stato con un’altra donna?”
“No. Credo di no”
“Che significa?”
Michele racconta di Gilda e del locale e del sogno del bagno e cerca di essere sincero. Anche se poi non descrive proprio tutto e quello che dice non lo sa neanche lui se poi è stato reale o meno. 
“Questa Gilda…”
“Sì?”
“Beh ha telefonato oggi, ti cercava. Quando le ho chiesto se avessi dovuto dirti qualcosa ha risposto che si sarebbe fatta sentire lei”
“Non mi ha chiamato”
“Ti dispiace?”
“No, ma non ha importanza”
“Cosa?”
“Il fatto in se”
“Io non voglio essere gelosa, Michele. Non ci sono abituata. E’ qualcosa che non vivo come mio, ecco”
 Guardano entrambi davanti a sé come se parlassero da soli. A tratti una leggera brezza sposta un po’ più in là una parola, una frase, e allora devono inseguirla o inventarla, costruirla con il cuore. Quando si rialzano Giulia lo riaccompagna a casa.
“Rimani qui? – le chiede Michele - È tardi, tornerai domani da Graziana se vuoi”
Giulia ci pensa un attimo, poi esce dall’auto e decide che sì, è proprio tardi per svegliare l’amica.
A casa Michele stappa due Moretti e ne dà una a Giulia, poi fa partire una versione lunghissima di  Ball and biscuit dei White Stripes. I due si sdraiano sul letto così come sono. La testa sul cuscino ripiegato. La bottiglia che viaggia tra le labbra e il pavimento. Tra un assolo di chitarra e la voce di Jack White. Alla fine rimangono in silenzio fissando il piccolo stereo come se si attendessero altro ma nessuno dei due avesse la voglia o la forza di alzarsi per rendere vero quel desiderio. Michele pigia l’interruttore e la stanza piomba nel buio, solo un puntino rosso davanti a loro. 


«It's quite possible that I'm your third man girl
But it's a fact that I'm the seventh son
It's quite possible that I'm your third man girl
But it's a fact that I'm the seventh son
And right now you could care less about me
But soon enough you will care, by the time I'm done

Let's have a ball and a biscuit sugar
And take our sweet little time about it
Let's have a ball girl
And take our sweet little
Tell everybody in the place to just get out
And we'll get clean together
And I'll find me a soap box where I can shout it
Yeah

Read it in the newspaper
Ask your girlfriends and see if they know
Read it in the newspaper
Ask your girlfriends and see if they know
That my strength is ten fold girl
I'll let you see if you want to before you go

Let's have a ball and a biscuit sugar
And take our sweet little time about it
Let's have a ball
And take our sweet little time about it
Tell everybody in the place to just get out
And we'll get clean together
And I'll find my a soap box where I can shout it
And I can think of one or two things to say
About it
Alright, listen

Alright, you get the put now

It's quite possible that I'm your third man girl
But it's a fact that I'm the seventh son
It was the other two which made me your third
But it was my mother who made me the seventh son
And right now you could care less about me
But soon enough you will care by the time I'm done»     

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