Paul, stuzzichini e mancate confessioni


Si sono appena seduti. Michele riprende a sorseggiare il suo Negroni, Giulia ordina una birra.
“Volete altri stuzzichini? ” chiede la cameriera. Tutti e due rispondono sì prima di guardarsi negli occhi e ridere.
“E allora? Dove eri sparita?”
“Tu non capisci mai un cazzo, Michele”
“Cosa dovrei capire? Che sei fuggita il giorno dopo avermi detto ti amo?”
“Ecco, almeno a questo ci sei arrivato”
“Guarda che ho paura anch’io. Ho paura del mio modo di guardarti, del mio desiderarti, di come tu sia capace di cambiare la mia vita…”
“Questa è bella. Cioè?”
“Le mie azioni… ecco le mie azioni non sono più le stesse”
“Continuo a non capire”
“Non lo so spiegare meglio”
“Mah! E comunque se sono sparita è solo perché avevo bisogno di pensare, di starti lontana, di capire”
“Mi sembra una vecchia storia, un classico…”
“Cosa?”
“Sai quelli che prendono una pausa di riflessione o ti lascio perché ti amo troppo”
Giulia ride. Michele ha uno sguardo perplesso.
“Stupido!”
“Allora, cosa fai? Telefoni a Graziana”
“Sì. Sì. E’ vero! Lo faccio subito!”
Mentre Giulia parla Michele riprende a guardarsi attorno, qualche altro tavolino è già stato occupato: succhi di frutta, acqua tonica, gelati. Segna tutto sulle sue colonne e attende la fine della telefonata.
“Graziana preferisce rimanere a casa, non voglio disturbare i due piccioncini mi ha detto”
“Allora rimaniamo qui”
“Sì”
“Vuoi mangiare?”
“No, no. Prenderò un altro piatto di questi” gli risponde Giulia indicando uno dei due piccoli vassoi con i salatini, il pane imburrato e le pizzette.
“Va bene. Facciamo così allora”
Michele si alza e va verso il bancone a ordinare un altro cocktail e un’altra birra. Ha visto la ragazza del bar impegnata in un difficile dialogo con un gruppo di badanti con mariti a seguito e non vuole disturbarla. Attende fino a quando il barista non prepara tutto, poi torna accanto a Giulia.
“Allora hai riflettuto?” le chiede.
“Non c’è voluto molto, ma volevo parlarne con te e tu non c’eri”
“Sono rimasto a cena nel locale che ho visitato ieri”
Michele tace di Gilda. Non gli sembra il momento giusto, anche se così sa benissimo che sarà difficile farlo dopo.
“Avevo bisogno di trovarti, mi hai fatto proprio incazzare”
“Uhm… ti è mai capitato di incontrare uno gnomo?”
“Cosa c’entra lo gnomo ora?”
“Niente è che in questa settimana ne ho incontrato uno parecchie volte. Sempre lo stesso”
“Uno gnomo?!”
“Sì, insomma… l’ho chiamato io così. E’ un tipo strano con dei tic però sono sempre diversi…”
“Cosa?”
“I tic. I movimenti che fa. E’ veramente strano. L’ultima volta è stato ieri, mi ha sorriso”
“Gli sembrerai strano anche tu”
“Beh sì. Può essere” Michele sorride e nel farlo gli torna in mente il sorriso di quello.
“È possibile sorridere a metà?” Chiede a Giulia.
“Un ghigno, vuoi dire?”
“No, no. Proprio sorridere a metà”
“Non so. Non ci ho mai provato. Credo di no, perché?”
“Mi ha sorriso così ieri. Proprio a metà”
Ora l’aria si è fatta più fresca. Per un po’ stanno in silenzio a spiluccare e a bere. Michele ripensa a Gilda.Sta quasi per parlargliene, ma poi rinuncia. Segna le ultime ordinazioni, poi paga con la carta alla cassa. Dentro il locale la musica parla della signora Jones. A Michele scappa un sorriso. Per fortuna non è ancora a quel punto.
“Andiamo?”
“Dove?”
“A casa nostra?”
“Nostra?”
“Sì, nostra”
Michele la prende per mano. Iniziano a camminare verso la fine della piazza quasi fossero in un film di Chaplin.


«Me and Mrs Jones, we got a thing going on
We both know that it's wrong
But it's much too strong to let it cool down now

We meet ev'ry day at the same cafe
Six-thirty I know she'll be there
Holding hands, making all kinds of plans
While the jukebox plays our favorite song

Me and Mrs, Mrs Jones, Mrs Jones, Mrs Jones
Mrs. Jones got a thing going on
We both know that it's wrong
But it's much too strong to let it cool down now

We gotta be extra careful
That we don't build our hopes too high
Cause she's got her own obligations and so do I
Me, me and Mrs, Mrs Jones, Mrs Jones, Mrs Jones
Mrs Jones got a thing going on
We both know that it's wrong
But it's much too strong to let it cool down now

Well, it's time for us to be leaving
Iit hurts so much, it hurts so much inside
Now she'll go her way and I'll go mine
But tomorrow we'll meet the same place, the same time
Me and Mrs Jones, Mrs Jones, Mrs Jones»

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