I Pink Floyd, le squame e uno specchio


Michele è in anticipo. Lo aveva previsto, ma ora non sa che fare. Fischietta "Julia Dream" poi si siede sui gradini della piazza e osserva la gente passare. Un piccolo gnomo attira la sua attenzione. Cinquant’anni o quaranta, forse anche meno. Se si riuscisse a capire. Se fosse possibile dividere il tempo dall’ingiuria. Fa dei piccoli passi, poi si ferma. Controlla ossessivamente le scarpe. Ché i jeans che indossa non vadano a finire sotto quelle. Sono chiari e larghi alla base i suoi jeans, legati in vita da una cintura di pelle nera. Coprono delle gambe corte e magre, come il petto glabro che si affaccia da una camicia dalle righe sbiadite. L’uomo sorride ogni volta che si ferma. Si guarda in giro come a voler chiedere scusa per quell’incidente spiacevole. Poi riprende, con i suoi piccoli passetti prima della successiva sosta.
Michele lo vede allontanarsi che già non ha più voglia di aspettare. Si solleva deciso dai gradini, guarda velocemente i numeri sugli antichi palazzi che si affacciano sulla piazza e poi attraversa l’ingresso del suo. Primo piano. Scale grandi e niente ascensore. Michele arriva. Non è necessario suonare, la porta è solo accostata. Una voce dall’interno lo invita a entrare
“Si accomodi dottore, si accomodi. E’ puntualissimo. Bene, bene. Prego, venga. Vuole un caffè? Le faccio portare qualcosa? Prego, venga. Prego, mi segua”
Entrando in qelle stanze Michele ha la sensazione di aver perso ogni punto di riferimento. Vede solo le squame di quell’uomo. La sagoma del suo vestito. Ne sente il rantolo. Capisce che non è necessario rispondere. Che è inutile rispondere.
I due uomini sono seduti uno di fronte all’altro in una stanza angusta. C’è odore di chiuso lì dentro. L'arredo è minimo: solo un tavolo, le sedie e un appendiabito vuoto. Una striscia di luce illumina il soffitto senza che Michele riesca a individuarne la fonte. L’uomo sagoma è veloce. Il lavoro semplice. Michele accetta.
Quando esce da lì decide di tornare a casa. Attende il 5 questa volta. Vuole fare in fretta. Sta per salire sull’autobus quando una luce improvvisa lo acceca un istante. Gira gli occhi in tempo per vedere il piccolo gnomo giocare con uno specchio.


Julia Dream by  Pink Floyd

«Sunlight bright upon my pillow
Lighter than an eiderdown
Will she let the weeping willow
Wind his branches round
Julia dream, dreamboat queen, queen of all my dreams
Every night I turn the light out

Waiting for the velvet bride
Will the scaly armadillo
Find me where I'm hiding
Julia dream, dreamboat queen, queen of all my dreams
Will the misty master break me
Will the key unlock my mind
Will the following footsteps catch me
Am I really dying
Julia dream, dreamboat queen, queen of all my dreams»

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