Tapirulan (2008-2014)

Robert Doisneau

che a disegnare petali
ci riusciamo
con la lingua sulla pelle a sussurrare
o le foto di Doisneau e le sue facce
riesumate
dai mille paradisi della morte

che a disegnare petali ci riusciamo
ti ripeto
e sei tu questa notte che si inventa
ma nessuno
e questo nudo
in vetrina a reclamare e vecchi
fiori di bistrot
collezioni

che la bambina dei graffiti non esiste
è Mademoiselle Anita
ma a disegnare petali ci riusciamo
mi rispondi




"io ho dentro ciò che non si mostra"

Questo ti chiedo
che di quello che non dirò
di ciò che non vedrò
tu faccia segreto

a me
prima ancora che a te stessa




Ottavia 

Questo interstardirsi,
il voler a tutti i costi
precipitare,
alla fine mi rende il ragno quasi amico.

Attendo solo sia il quieto bozzolo
di me nei giorni grami a ricordarti,
il soffio leggero
di uno svagato misterioso
dondolare.




Carni fa carni, pani fa panza, vinu fa danza

Qui,
nella trappola delle piccole cose a portata di mano,
far bottega dell'anima.



a te ti

a te ti vorrei dire che ti amo
che te tu mi inzuccheri il mattino
come una brioche calda, come un panino
come ogni buona cosa che mangiamo

a te ti vorrei dire che ti voglio
che te tu non sai nemmeno quanto
o forse sì, quando mi stai accanto,
che questo però non si scrive su di un foglio

a te ti vorrei dire che ti sogno
che te tu sei per me in ogni cosa
nella merda, nella terra, nella rosa
e di pensare questo, oh no, non mi vergogno.




Tapirulan 

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