Jona

Signore, confesso, ebbi paura di quella tua prima parola, di quell'ordine.
"Non dovrebbe essere mai imposto nulla a nessun uomo, a nessuna creatura vivente... anzi sarebbe necessario abolire ogni comando".
Ecco, era questo ciò a cui pensavo, ma nel frattempo fuggivo. Fuggivo da te, o mio Signore, fuggivo da me, Sommo Creatore, fuggivo da quell'uomo troppo debole per mostrare a te, l’Onnipotente, la giusta, la necessaria  fermezza del suo rifiuto.
Ho speso, così, tutti i miei risparmi, ho speso, così, tutte le mie forze. Codardo! Vile! Ma sono un uomo, sì sono solo un uomo, o mio Signore, e a me, a tutti noi, è dato solo disertare.
Epperò la stanchezza di quella fuga mi colse e a nulla, allora, valsero le voci degli altri uomini. "Svegliati!" mi urlavano. "Svegliati!"
Fu il mio iniziale silenzio alle loro domande a tradirmi. Sono sicuro: fu quello che mi condannò.
Sacrificato in nome tuo, sacrificato per te. Sentii come una beffa quell’atto che il tuo imperio stabiliva.
Non hai rispettato il mio volere, o mio Signore, così come quest'uomo non ha rispettato il tuo.
Ecco perché ora fingerò al mondo e tu, pur sapendo, sarai costretto a credermi. Ecco ciò che la gente ricorderà, ecco ciò che diverrà verità.
Affinché non si conosca la tua sconfitta. Affinché non si conosca la mia sconfitta.

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Ma il Signore dispose che un grosso pesce inghiottisse Giona; Giona restò nel ventre del pesce tre giorni e tre notti. Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore suo Dio e disse: 

«Nella mia angoscia ho invocato il Signore
 ed egli mi ha esaudito;
 dal profondo degli inferi ho gridato
 e tu hai ascoltato la mia voce.
Mi hai gettato nell'abisso, nel cuore del mare
 e le correnti mi hanno circondato;
 tutti i tuoi flutti e le tue onde
 sono passati sopra di me.
Io dicevo: Sono scacciato
 lontano dai tuoi occhi;
 eppure tornerò a guardare il tuo santo tempio.
Le acque mi hanno sommerso fino alla gola,
 l'abisso mi ha avvolto,
 l'alga si è avvinta al mio capo.
Sono sceso alle radici dei monti,
 la terra ha chiuso le sue spranghe
 dietro a me per sempre.
 Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita,
 Signore mio Dio.
Quando in me sentivo venir meno la vita,
 ho ricordato il Signore.
 La mia preghiera è giunta fino a te,
 fino alla tua santa dimora.
Quelli che onorano vane nullità
 abbandonano il loro amore.
Ma io con voce di lode offrirò a te un sacrificio
 e adempirò il voto che ho fatto;
 la salvezza viene dal Signore». 

E il Signore comandò al pesce ed esso rigettò Giona sull'asciutto.


Dedicato alla  "Donna Camèl" :-)

Commenti

  1. Era rimasto in testa e sulle bozze da quando avevo letto del nuovo eds, ma chiedeva sempre di essere modificato (l'ho fatto anche dopo averlo pubblicato):-) e anche ora mi sembra abbia bisogno di essere sviluppato, limato... però, al momento, è meglio che stia qui :-)

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