[condomini emiliani] la bici

Oggi per andare alla stazione e per tornare a casa non lho usata la bicicletta che io qui quando cè tanta strada da fare la uso invece. Come a tutti. E' bello che non ce ne è assai di pericoli . Però uno ci deve stare attento alla bici che è facile lassarla e poi al ritorno trovare solo il catenaccio. Che a qualcuno di certo ci è servita proprio la tua in mezzo a cento. Ma pacienza. Cosi che ammattunu.
Io mentre andavo cera ancora il sole.
E' stato bello passare per il centro e le persone mi parevano macari chiù cuntenti con quella bella giornata che vicino al comune dove cè Garibaldi la genti passiava tranquilla per lavoro o per fare compere.
Nella piazza vicino al teatro invece cerano tutti lemigranti assittati a fare passari il tempo.
A mia mi piaciu un gruppetto che giocava a carte ed era strano perchè due erano co culu supra u marmuru e altri due invece additta che allora il gioco non veniva bene. Uno di quelli additta ciaveva macari la busta della spisa attaccata al braccio che dentro cera del pane e ogni tanto uno dei compagni sinni pigghiava un pezzo e su mangiava arrirennu.
Camminavo alleggiu che tanto il tempo cera. Per strada le fimmine vecchie e giovani mostravano quasi la primavera e io guardavo a loro e ai negozi macari che quasi tutti avevano ancora gli sconti ma erano cari u stissu per le mie sacchette.
Al ritorno era notte. Chiuveva di nuovo. Una pioggia leggera però che non dava fastidio.
Dentro a un ristorante che ciaveva le finestre nella strada cera un solo cliente. Parrava con il cameriere e tutti e due sorridevano. Un cliente abituale. Accussi mi pareva.

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