Salvatore

Salvatore apre gli occhi,
c'è una luna sospesa
sul bordo della cucina, una luna piccina,
una luna da passeggio di plastica colorata
regalo immaginoso di una piccola
innamorata.
Salvatore apre gli occhi, oggi,
oggi proprio non è giornata,
c'è il lavoro in arretrato,
ancora la spesa da fare,
la cena con gli amici
concordata
che non può più aspettare.
Salvatore rimane immobile,
forse dovrebbe anche pisciare,
ma ha solo voglia di non far nulla,
non ha più voglia di dimostrare.
A chi poi, se anche il male...
gli si affollano in testa
ricordi, sensazioni:
la rivoluzione persa,
Vermicino e poi i dottori
della santa televisione,
degli appelli alla nazione,
della caccia maledetta
ad ogni tipo di ragione.
Salvatore sa
che il tempo se n'è andato, è già passato,
ma non ci vuole poi tanto a capire
che a perdere in fondo...
che lui ci ha provato.
E poi ora ha altri guai,
pensa alla pensione,
alla figlia da sposare,
alla madre chiusa in casa,
 alla badante da pagare.
"Se fosse solo necessario ricominciare,
se fosse cosi semplice provare
ad uscire fuori.
Sollevare la coperta, trovare nuovi colori..."

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