5 marzo 2013

Oggi mentre accattavo il pane del supermercato che cè l'offerta e una pagnotta la paghi solo un euro si avvicinò a mia un vicchiareddo e nelle mani ciaveva tanti bigliettini come i santini della chiesa.
Ora io non è che non credo a nenti però mi da fastidio fermarmi a parlare con chi crede troppo e allora mi stavo spostando che non mi andava nemmeno di fare u malarucato e non rispondere se quello mi chiedeva qualche cosa. Invece lui era più muto di me e più svelto e mi mise solo nelle mani questa figurina che io quella faccia lavevo vista già qualche volta e se ne restò poi fermo ad aspettare qualche altro.
Dopo avere pagato alla cassa che mi accattai anche le mozzarelle tre per due mi ricordai di quella faccia. Era Stalin. Quello della città della guerra nel paese che a tempi di fame si mangiavano macari i picciriddi.
Dietro alla foto cera la data di nascita e di morte che oggi erano passati sessanta anni.
A mia mi vinni la curiosità e ciò voluto guardare dentro nel computer chi era chistu. E tutti ne parlavano male e pochissimi bene e però poi ho visto i funerali e quello che era successo in quella città con i nazisti e anche tutto quello che avevano inventato negli anni prima contro quel paese e allora la confusione è rimasta.
Che tutti a noi ignoranti ci possono dire tutto. Comu fici iddu. E comu ficiru gli altri.

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