[ritratti inutili] Francisco Benito Lapardero


Francisco Benito Lapardero collezionava orgasmi, beninteso non vi era nulla di fisico in quella collezione bensì la sua era una raccolta d'audio carpiti ad insaputa degli interessati che con l'evolversi del tempo e dei processi tecnologici egli aveva riversato su una di quelle memorie digitali capaci di contenere intere biblioteche, compiuti mondi di conoscenza.
Sin da piccolo Benito, il nome che la madre aveva per lui scelto, o Francisco, come invece amava chiamarlo il padre, aveva dimostrato costante interesse per tutti quei giochi che portavano i contraenti ad involontari gorgheggi, risolini, gioiosi urletti a volte, insomma per i vocalizzi che ai più apparivano senza valore o infantili e che ai suoi occhi, o meglio al proprio udito, si presentavano invece come piccole magie, epifanie di senso. E' pur vero che egli parve dimenticarsene durante la lunga adolescenza, negli anni d'infervorato studio e fameliche letture, eppure questa sua preferenza riapparve immediatamente quando, durante la loro prima notte di nozze, l'amata moglie gli dimostrò tutta la propria gratitudine attraverso una serie di lunghi sospiri accompagnati da un: "Oh" finale denso di una liquida eco.
Teodora gli era stata consigliata dalla madre che in lei vedeva, oltre alla considerevole dote, tutto ciò che avrebbe potuto far felice il suo figliuolo: la pazienza, il riserbo, la gentilezza, l'evidente sottomissione. Nei pochi incontri che avevano preceduto il fidanzamento ed il matrimonio, lo stesso Benito aveva potuto saggiare la bontà di quei consigli e a nulla erano servite le parole del padre "Francisco non dimenticare l'amore" giacché le sue letture gli avevano fatto capire la fallacia di quel sentimento di cui tutti amavano cianciare.
Erano quelli anni strani, anni di lotte nel mondo e anche negli orticelli di quasi ogni nazione, Francisco Benito guardava tutto con un sorriso e si sentiva superiore a quell'affaticarsi, a quello sbandare d'anime. Guerre, droghe, finte liberazioni e luttuosi cesarismi, rivendicazioni, stragi, ogni cosa gli appariva lontana e non degna di uno sguardo, di un commento.

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