[ritratti inutili] Francisco Benito Lapardero 4

Sognò Francisco Benito e nel suo sogno il mondo acquistò un nuovo senso, insoliti colori. Nulla di cui preoccuparsi però, che in fin dei conti era solo un sogno ed egli non ricordava mai quegli strani accidenti della psiche. Rapido, arrivò il risveglio.
La visita dai suoceri fu abbastanza breve, Teodora si fermò a parlare in cucina con la madre su alcuni nuovi mobili che avevano intenzione di acquistare per la casa. Aveva portato con se una rivista che l'aveva molto ispirata e ora la mostrava con decisione all'altra donna servendosene palesemente per accreditare la bontà del suo gusto estetico. Parlava e nel frattempo lanciava occhiate al marito non certo cercandone l'approvazione, che quella l'aveva già acquisita, bensì come per richiedergli una frase di conferma, una tacita supremazia dei voti in quel confronto familiare. Sapeva della fiducia che il suo "Frabe" era stato capace di guadagnarsi e questo la riempiva d'orgoglio.
"Lo amo?" si sorprese a pensare; poi continuò a brandire il suo giornale fermando le parole sul dettaglio di una maniglia in osso.
Francisco Benito sembrò non accorgersi di quello sguardo, non avere coscienza di quella taciuta domanda. Rapidamente abbandonò il campo per ritirarsi a discutere con il suocero in salotto. Le parole corsero subito a disegnare la facciata di una chiesa barocca, era stata vista dall'uomo pochi giorni prima e il padre della sposa, appena saputo delle mete dei suoi recenti impegni, lo aveva pregato di descrivergliene l'impatto visivo.
Nonostante gli insistenti inviti, i due non si fermarono per cena. Francisco Benito preferiva, il sabato, andare fuori con la moglie e provare uno di quei locali consigliati dalla "Guida al gusto", l'annuario ricevuto in regalo proprio dai due suoceri. Ogni sabato uno diverso, ogni volta un nuovo pasto. Si era reso conto che, aldilà del buon cibo, questo vagare era utilissimo all'avvio amichevole di quelle conversazioni che doveva avviare in ambito lavorativo poiché, a ben vedere, egli aveva realmente pochi appigli sociali in grado di permettergli di scardinarne le difese mentali, la naturale diffidenza del possibile acquirente verso qualsiasi venditore.
Quando finalmente furono di nuovo a casa, Teodora e Francisco Benito si separarono ed ella andò in camera a leggere un libro che da qualche sera copriva parte del suo comodino mentre egli preferì ascoltare in poltrona un disco che aveva da poco comprato: "Time Out" di un certo Dave Brubeck.

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