"Quella cosa in Lombardia" di Franco Fortini

Sia ben chiaro che non penso alla casetta
due locali più i servizi, tante rate, pochi vizi,
che verrà quando verrà…
penso invece a questo nostro pomeriggio di domenica,
di famiglie cadenti come foglie,
di figlie senza voglie, di voglie senza sbagli;
di millecento ferme sulla via con i vetri appannati
di bugie e di fiati lungo i fossati della periferia…
Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Non ho detto a passeggiare
e nemmeno a scambiarsi qualche bacio.
Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Dico proprio quella cosa che tu sai,
e che a te piace, credo, quanto a me.
Vanno a coppie, i nostri simili, quest’oggi
per le scale, nell’odore di penosi alberghi a ore,
ma chissà l'amore c'è,
vedi  “amore” anche la fretta tutta fibbie, lacci e brividi
nella nebbia gelata, sull’erbetta;
un occhio alla lambretta, l’orecchio a quei rintocchi
che suonano dal borgo, la novena e una radio lontana
che alle nostre due vite da i risultati delle ultime partite…
Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Lo sai bene che io non sogno,
questo mondo di noi due non ha bisogno.
Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Se volere bene è sempre più difficile, amore mio,
non dar la colpa a me.

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