[cahiers de doléances] Varagghi -4-

Lo Ionio visto da Puntalazzo è magnifico. L'aria fresca della sera rimette in pace con se stessi e la luna regala visioni  da colossal americano. Mi chiedo quanto ancora resisterà questa zona all'esercito di cavallette che avanza dalla pianura, fino a quando sarà possibile osservare le sciare, le vecchie masserie, gustare i poco redditizi ma meravigliosi frutti.
La sera prima ero andato a Zafferana ormai totalmente inglobata nel divertentificio di massa fatto di abusi edilizi (sponsorizzati dalla chiesa santuario che accoglie gli ospiti a Fleri, pochi chilometri prima della cittadina), di verde sparito, di soddisfatta esposizione di cattivo gusto negli edifici ristrutturati  o costruiti dopo il terremoto. E' la stessa fine palazzinara che ho visto arrivare in altri luoghi un tempo splendidi: Mascalucia, Pedara, Nicolosi... e ben prima Catania.
Seduti col naso in aria gli altri riescono a cogliere alcune stelle cadenti che a me sfuggono. La cagnetta annusa: è immersa in profumi per lei totalmente nuovi e anch'io vorrei condividere questa sua gioia, ma mi accorgo che i risultati dei miei sforzi sono proprio scarsi.
In realtà sono sempre meno i posti in cui mi piace andare, anche la riserva di Fiumefreddo ha esaurito, ai miei occhi, il suo fascino. Certo rimane divertente scoprire ogni anno la nuova direzione della foce del fiume che vi scorre, così come immergersi nelle sue acque gelide prima di provare il tepore del mare o subito dopo a togliersi il sale dalla pelle, magari dovrei provare ad essere qui in un altro mese: Maggio forse, quando il primo caldo toglie improvvisamente il respiro o Settembre quando il mondo ritorna al lavoro.
Mi ritorna in mente una fuga da ragazzo verso sud, verso la raccolta dell'uva a Pachino. Automobile carica anche in quel caso e disordinato vivere di un gruppo di ventenni. Il lavoro sfumò la prima sera su una spiaggia da sogno ed un mare caldissimo, poi fu solo una settimana di tenda e vino da bere.  

Ho mangiato la prima granita, non è stato un grande esordio ma spero di rifarmi in seguito. Nel frattempo ci sono state altre Ceres bevute al chiosco, amici e parenti da incontrare, improvvisi e sconosciuti  parchimetri da pagare, buon pesce da mangiare.
Sono anche arrivato, da passeggero, fino a Riposto sul Vespone (che poi non si chiama così questa moto ma non saprei proprio dire come) di mio fratello e da qui fino quasi a Nicolosi.
Certo sempre capita che il panorama muti con il variare del punto di vista, con l'attenzione prestata alla guida, con la voglia di sorprendersi...  e sono stati tutti questi fattori uniti alla impossibilità di sentire le parole che, ogni tanto, il pilota cercava di dirmi che mi hanno dato spazio per scrutare il territorio, per ricominciare il gioco del c'era, è nuovo.
La vecchia provinciale ci guidava in direzione di Giarre e, sul percorso,  naturalmente non mancavano le solite costruzioni e i mastodontici centri commerciali.
Superando Acireale ho notato improbabili megaville e un ridicolo castelletto azzurro a garantire nuovi panorami ai loro futuri possessori.
Non so proprio cosa potrà rimanere di questa costa.  La vecchia leggenda, ormai smentita, degli alberi totalmente abbattuti dagli abitanti dell'isola di Pasqua per costruire i loro idoli credo sia stata creata per noi “moderni”. Distruggere il territorio per gustarne il ricordo, un paradosso quasi tutto italiano.
E' stata la fortuna di una strada sbagliata e del fresco della sera a farmi riconciliare un po' con questi luoghi. Improvviso si è alzato dai margini della via buia il profumo dei vecchi agrumeti, dei giardini un tempo vanto e fonte di ricchezza di tutta la costa mentre dal mare arrivava a folate il fiato dei Malavoglia.
Sempre più, già vicino alla meta serale, ho pensato che parlare di casa in campagna da queste parti sia come sostenere che i miei vasi fioriti sul mini balcone parmigiano in realtà formino una sorta di giardino pensile.

Commenti

  1. Uff ma la smetti di scrivere così bene? Metti in crisi chi commenta, cioè me....mi pare banale dirti bellissimo ! Te hai occhi che sanno guardare col cuore

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  2. Spero in grandi crisi allora :-) Grazie Lillina :-)

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