Le mirabolanti avventure del ragioniere Saladino (intersezioni 6/2)

Per andare a fare la spesa devo aspettare che Giorgio esca. Ho provato una volta a portarlo con me, ma lui era troppo attratto dagli odori, dalle forme. Non riusciva a stare tranquillo e sono dovuto uscire per un gelato, seduti insieme sul muretto eravamo di fronte alle porte scorrevoli, quelle attendevano solo che io rientrassi, ma io non l'ho detto a Giorgio.
Vicino a noi commesse in pausa fumavano commentando tra loro le ultime fatiche sul computer, due padri in attesa chiacchieravano su vecchie conquiste, un cane sbadigliava distratto. Giorgio non voleva proprio rientrare e allora ho rinunciato. Non mi serviva molto, in fondo. Non ci serve molto. Così attendo che Giorgio esca e poi vado: è che amo i grandi supermercati. Puoi girare per ore senza acquistare nulla, ogni tanto un prodotto che attira la tua attenzione, qualcosa che sia degno prendere tra le mani per cercare magari solo la fabbrica di produzione o gli elementi della composizione. A volte mi diverto a fare raffronti. E' strano come alcuni di questi prodotti siano perfettamente uguali tra loro e, parallelamente, totalmente diversi fuori. Ci sono tante persone così e forse non è molto strano mi dico, allora sorrido e rimetto tutto in ordine che non vorrei mai fare lavorare inutilmente qualcuno per me. Non vado mai allo stesso supermercato però, alla lunga potrebbero riconoscerti e non va bene. E poi capita sempre di trovare qualcosa di nuovo, di strano. Io per me da anni acquisto poche cose, non serve molto.

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