[titolo provvisorio] A favula dillacqua lodda -11-

I due pacchetti erano precisi. Una carta a ciuri ammugghiata che di sicuro ero quella riciclata di qualche regalo di natale e un nastrino rosso con il fiocchetto tutto bello ordinato. Al tatto il contenuto era duro e sottile. Pareva come una stecca di cioccolata di quelle buone delle feste e loro pensavano proprio a questo mentre erano ancora indecise se iniziare ad aprirli.
Fu Lucia che prese liniziativa e lesta scicau tutta quella protezione e anche un altro foglio bianco di carta velina che cera sotto. Quannu arrivau al regalo mussiau tannicchia perchè non era nenti di quello che sera immaginata.
Nelle mani ciaveva un pezzo di lignu vecchio a forma di luna smezzata che sopra cera stampata una fimmina fino quasi al petto. Era come una stampa. Pinsannu ci passi che assumigghiava a qualche foto che aveva visto nei libri di storia. I capitoli dei romani. Taliau Pinuccia senza dire niente. Quella addummisciuta era ancora con il pacchettino nelle mani e forse aspettava solo che lei ci dava il via. Poi però passi svigghiarisi e si spostò per vedere meglio quello che la cugina taliava insoddisfatta.
"E' bellissimo" disse. E lo diceva seriamente che a guardare quei colori e gli orecchini e le collane e gli occhi ranni e niuri ci passi macari che poteva essere Lucia quella. Si allontanò tannicchia e aprì il suo regalo. Sperava ci fosse una cosa a stissa di quello. E in effetti sotto le sue mani spuntau unaltro ritratto di unaltra fimmina e cera a sinistra come un colore ca pareva il continuo di quello del vestito dellaltra figura.
"Lucia! Lucia! Veni cà! Dammi il tuo! Forza spicciati!"
Pinuccia pareva decisa e sicura come non mai. So cucina ne fu sorpresa che mai ava accapitato una cosa accussì e non oppose resistenza. I due pezzi combaciavano perfettamente.

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