José de Sousa Saramago (Azinhaga, 16 novembre 1922 – Tías, 18 giugno 2010)

"Impara il mio corpo, e ripeteva, ma in un altro modo, cambiando una parola, Impara il tuo corpo, e sopra di lui, nuda e stupenda, Maria di Magdala, che lo rassicurava, Non ti preoccupare, non ti muovere, lascia che sia io a occuparmi di te, allora sentì che una parte del suo corpo, quella, era scomparsa nel corpo di lei, che un anello di fuoco lo circondava, avanti e indietro, che un fremito lo scuoteva dentro, come un pesce che si agita e che, all'improvviso, gli sfuggiva gridando, impossibile, non può essere, i pesci non gridano, era lui, invece, che urlava, mentre Maria, gemendo, si abbandonava con il proprio corpo su quello di lui, bevendogli il grido dalla bocca, con un bacio avido e ansioso che scatenò nel corpo di Gesù un secondo e interminabile fremito.[...]
Dio aveva detto a Gesù, Da oggi appartieni a me, col sangue, e il Demonio, ammesso che lo fosse, lo aveva spregiato, Non hai imparato niente, vattene, e Maria di Magdala, coi seni imperlati di sudore, i capelli sciolti che paiono fumanti, la bocca turgida, occhi come acqua scura, Non ti legherai di certo a me per ciò che ti ho insegnato, ma resta qui stanotte. E Gesù, sopra di lei, rispose, Ciò che insegni non è prigione, ma libertà. Dormirono insieme, ma non soltanto quella notte. "


José Saramago, Il vangelo secondo Gesù Cristo, Einaudi

Commenti

  1. Ciao Dario. Anche a te piceva? A me moltissimo e mi dispiace molto. Molto bello il libro da cui hai tratto questo splendido pass.

    Un caro saluto
    Giulia

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  2. Ciao :-) Ho scoperto tardi Saramago, l'estate scorsa (è l'estate ormai per me la stagione delle letture) con il libro che ho citato e che trovo anch'io, come te, bellissimo. Lo avevo seguito, poi, sul suo blog, che ho più volte citato sul mio, e avevo previsto di leggere altre cose sue questa estate (un motivo in più per farlo, ora).

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