semantica

ne ho sentite tante sulla felicità
che questa
forse grossolana
euforia
ora un po' mi spaventa
e mi dico a volte che lo stare tra le tue gambe
questo muovermi
non può essere parte di quella
che la felicità è altra.

Mi accade allora che
magari
rallento il ritmo
oppure penso a parole come
estasi
o gioia
o incanto
ma nessuna di queste mi porta
dove sono
ora
a come sono
ora.

E tu mi stringi
gli occhi chiedono di continuare
anche il mio corpo non chiede altro
che a lui forse non interessa granchè
l'esattezza della parola
spingo allora
e godiamo insieme, amore,
io e te
e "sono felice" dico
e "sono felice" dici.

Commenti

  1. Ti leggo sempre molto volentieri. Un caro saluto, Giulia

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  2. Dario hai mai letto "Semantica della felicità?" :) leggerti qui mi ci riporta.

    Bello,proprio bello scrivere, per quel poco che può contare dirlo.
    Perchè ci sono delle cose che,appena lette, non hanno bisogno di apporto.
    Non si può commentare il troppo personale e intimo,ma delicatamente
    soffiato in punta di dita,innocente.

    "I momenti di felicità...
    ne abbiamo avuto l'esperienza, ma ci è sfuggito il significato"
    T.S. ELIOT

    affettuosi pensieri
    gioiellal

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  3. gioiella mi manca parecchio questo tuo puntuale e fecondo intervenire :-)

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  4. La felicità si sente, non si dice. Ma se si sente così forte che ci scappa di dirla, allora è esatta.

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  5. xenuca sì, non si dovrebbe dire :-)

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  6. Proprio non ce lo fatta Dario a non commentare.
    Leggendo i tuoi versi, mi si è presentata sotto gli occhi lo storico e quanto mai vetusto dualismo della felicità.
    A chi dar retta? Allo spirito o alla carne? Chi dei due gareggia nello sprint finale? Qual è quello che si mantiene intatto? Quale delle due felicità è eterna?
    Nel medesimo istante le parole di Cechov "la felicità non la raggiungiamo mai" mi ronzano nella mente. Eiaculazione precoce?

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  7. Ciao Carlotta :-) il tutto nasceva dall'antico vizio di voler nominare quello che in realtà non chiede altro che di essere vissuto :-)

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