Araziu. Vita errabonda di un sincero furfante (3)

Il treno sera fermato nella campagna. Araziu fici forza sopra il finestrino e saffacciau la testa per controllare. Da quel lato si immaginava che ci doveva essere il mare anche se era lontano. Soddisfatto della cosa ci vosi dare una taliata anche dallaltro lato. Solo terra. Scavata frisca e con una rete a fare da protezione.
Scinnenu che già vicino alle porte si vedevano tante lucine rosse accese proprio come lumini al cimitero. Laria era frisca e nel cielo poche stelle ciavevano avuto vogghia di nesciri fora. Nessuno protestava o faceva domande solo ogni tanto qualche carrozza si astutava tutta e allora partiva qualche friscata che addivintava un battimani appena la luce tornava.
Araziu non ciaveva più molto da dire. Si tineva le mani dentro alle tasche e furiava di qua e di là appoggiandosi sopra i tacchi. Sara lo taliava un poco strana. La sigaretta tirata troppo forte ogni tanto si illuminava tutta e i so occhi macari.
"Ciai freddo?"
"Sì tannicchia. Me lo immaginavo che era megghiu se mi portavo un cappotto!"
"Cinnai soddi?"
"Certo! Come partivo allora?"
"Veni cummia! Tanto quanto accumenciano accussì ci vuole tempo"
Araziu sentì un po' di batticuore e una piccola scossa sotto la panza quando una mano si intrufulò dentro alla sacchetta dei suoi causi e pigghiau la sua. Ficinu una decina di metri senza dire chiù nenti poi lei visti quello che doveva essere il posto giusto. Un fosso vicino ai binari ammucciato da un pezzo di sciara. Per arrivarci cera un pezzo di terra battuta che forse era di quando avevano costruito la ferrovia oppure era merito di qualche picuraro.
Sara ci lassau la mano veloce per spingerlo quasi a forza dentro a quel nascondiglio

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