Araziu. Vita errabonda di un sincero furfante (6)

"Fermati! Fermati rissi!"
Non è che era stanco ma Araziu accuminciava a sentiri friddu e camminari senza sapiri unni era poi ci dava veramenti fastidio. Aveva visto tannicchia chiù avanti qualcosa dove putirisi firmari e appuntamenti per quella sera lui non ce ne aveva.
" Chivvoi? Che cè?" ci spiau invece continuando a camminare a carusa.
"Un posto pi dommiri" rispose lui "Ormai il danno è fatto. Ci pinsamo dumani a trovare la strada."
"E i miei soldi? E il lavoro?"
"Ma unni voi iri cu stu scuru?"
La luna in effetti sava ammucciato di nuovo e poi anche Sara laveva capito che quella notte ormai era persa.
"Va bene! Andiamo a vedere. Ma senza che ti fai veniri pinseri strani na testa che allora la tariffa è doppia! E dammi i me soddi prima!"
Araziu sembrò che non laveva nemmeno sentita. Erano ormai davanti a quello che doveva essere una specie di vecchio deposito fatto con quattro blocchi e una lamera come tetto. E però dentro era vuoto e pareva asciuttu macari che megghiu daccussì non ci puteva proprio capitari.
Senza chiù parrari se ne andò ad appuggiarisi in un angolo e chiuriu locchi. So nanna ce lo diceva sempre di quanto era nicu nicu:
"Senti o niputi quando ciai qualcosa che non ti gabbizza chiuri locchi e pensa a una cosa bella e poi addumisciti se puoi ca è sulu inutili perdita di tempo furiari na tempesta a menti china. "
E lui laveva sperimentato tante volte questa verità e sempre ciava dato buoni risultati che se anche non cenerano state di soluzioni giuste comunque lui cera arrivato sempre con il cuore più leggero al punto finale.

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